Operazione Spiderman, 8 arresti per traffico illecito di rifiuti

Otto ordinanze di custodia cautelare, firmate da Francesca Del Villano Aceto, giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lanciano, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Rosaria Vecchi sono state eseguite stamani all’alba tra le province di Chieti, Pescara e Taranto.

In manette per aver allestito un vasto traffico illecito di rifiuti tra la Puglia e l’impianto di Cerratina, in Val di Sangro, sono finiti Giorgio Nicola Di Florio, di Lanciano, Andrea Fassone di Chieti, Anna Linda Di Paolo, di Ortona (Chieti), agli arresti domiciliari, Vincenzo Cocca di Spoltore (Pescara), titolare dell’omonimo studio chimico di Spoltore (Pescara), che si prestava per redigere certificati di analisi falsificati, agli arresti domiciliari, Andrea Francesco Di Liberato di Chieti.

Tra i fermati dai carabinieri del Noe di Pescara nell’ambito dell’operazione Spiderman, anche un ex vice comandante della Polizia provinciale di Chieti, Riccardo Di Mascio, 61 anni, posto agli arresti domiciliari: avrebbe falsamente attestato in atti pubblici che l’esistenza di attrezzature per il trattamento automatico di rifiuti presso l’impianto Di Florio di Lanciano che in realtà non esistevano. Un altro ex vice comandante è stato invece denunciato a piede libero.

In manette è finito pure Andrea Fassone, 39 anni, procacciatore d’affari di fatto dipendente della ditta Sistema 2000 srl, società di intermediazione di Santa Maria Imbaro la cui legale rappresentante è Annalinda Di Paolo, moglie di Di Florio.

Nell’elenco di coloro ai domiciliari, Fiorentino Giangiordano, di Roccascalegna (Chieti) dipendente della Ecologica Sangro di Lanciano, società che gestisce la discarica consortile di Lanciano, agli arresti domiciliari, Antonio Anglano di San Giorgio Jonico (Taranto), 49 anni, responsabile di impianto della discarica Vergine della città jonica. Questi ultimi tre sono indagati per concorso in traffico illecito di rifiuti ma non per il reato associativo. Nell’inchiesta sono indagate complessivamente 22 persone mentre sono 5 le aziende coinvolte.

Iniziata lo scorso anno dalla procura frentana, dalle prime informazioni sembra che l’inchiesta abbia portato alla luce il viaggio in Abruzzo di rifiuti pugliesi, pronti per essere trattati in impianti specializzati, che facevano capo all’organizzazione degli arrestati. I procedimenti, però, in realtà avvenivano solo in parte o non avvenivano per niente. Venivano comunque emessi documenti che ne attestavano l’idoneità allo smaltimento. Si tratterebbe di tonnellate di rifiuti speciali provenienti dalle varie aziende della Val di Sangro fittiziamente selezionati e trattati finivano a Cerratina e alla discarica Vergine, accompagnati da documentazione analitica e di trasporto falsificata.

Lo scopo era quello di sostenere costi contenuti e ottenere un forte sconto sull’applicazione dell’ecotassa regionale (500mila euro circa).

E’ stato il comandante del gruppo Noe di Roma, colonnello Antonio Menga, e il comandante del Noe di Pescara, capitano Florindo Basilico a spiegare in conferenza stampa i meccanismi del traffico illecito. I rifiuti venivano conferiti da ignare aziende all’impianto della ditta Di Florio srl di Lanciano, il cui legale rappresentante Giorgio Nicola Di Florio è in carcere. E’ qui che venivano simulate operazioni di selezione, trattamento e recupero dei rifiuti che poi finivano nella vicina discarica di Cerratina. Secondo quanto accertato, il volume d’affari si aggira sui tre milioni di euro mentre la quantità dei rifiuti gestiti è di circa 80mila tonnellate. I carabinieri hanno preso in esame l’attività relativa agli anni 2007, 2008 e 2009. Nell’impianto di Di Florio non erano inoltre presenti le attrezzature per il trattamento automatico dei rifiuti.