Vertenze ancora aperte per Magneti Marelli e Pierburg

Continua lo stato di agitazione alla Magneti Marelli PC&MA (ex Ergom) di Atessa. In queste settimane, il Sindacato ha richiesto l’apertura di un Tavolo Provinciale per affrontare il tema: scadenza del Contratto Aziendale. L’Azienda, dal canto suo, richiedendo la piattaforma per iscritto, ha lasciato intendere che si sarebbe potuto discutere in maniera costruttiva (da ricordare che il contratto aziendale è scaduto a settembre 2009).  Così facendo, tra l’altro, ha reso attiva la discussione che da parte delle Organizzazioni Sindacali, ha avuto sempre un carattere costruttivo: “le nostre richieste hanno avuto sempre l’obiettivo di equiparare la condizione di questo sito produttivo al mondo Marelli-Fiat”. La totale chiusura, registrata in questi ultimi giorni, suona invece come un’offesa al Tavolo Sindacale che non può e non deve ignorare il disagio che i lavoratori della ex Ergom vivono in questa fase. Infatti, alla consapevolezza dell’esistenza di differenze retributive tra lo stabilimento di Atessa ed il restante mondo Fiat, matura già da tempo, si aggiunge il fenomeno “mobilità intergruppo” (trasferimento verso la fabbrica ex Ergom, di circa 50 lavoratori provenienti da altri stabilimenti, tra cui Sevel e Marelli Napoli). “Tale processo, mette accanto lavoratori aventi esorbitanti differenze retributive”. Negli stessi spazi, convivono oggi lavoratori con condizioni troppo diverse, dislivelli di oltre 200 Euro medi mensili.

“Di fronte al disagio che i lavoratori si trovano a vivere – si legge in una nota a a firma delle  Segreterie Fim, Fiom di Chieti – le Organizzazioni Sindacali, unitamente alla RSU di stabilimento, hanno deciso di sviluppare iniziative di lotta articolate nel tempo. Lo sciopero, iniziato mercoledì pomeriggio, che fa registrare le massime percentuali di adesione, continuerà per tutta la giornata di oggi e riprenderà lunedì con le modalità che saranno decise nella mattinata di lunedì in assemblea. Il Movimento Sindacale, considera indispensabile ristabilire il giusto equilibrio all’interno del gruppo. “La Fiat, non può pensare di avere all’interno della stessa fabbrica lavoratori di serie A e lavoratori di serie B”.

Dopo la lotta di luglio (la foto che viene pubblicata si riferisce proprio al sit di quei giorni dell’estate scorsa davanti alla fabbrica in Val di Sangro), si profila una nuova fase di scontro per la difesa della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori.

Da una vertenza ad un’altra. Il giorno 10 febbraio 2010, si è tenuto a Livorno un’incontro tra la RSU aziendale della Pierburg Lanciano, i vertici locali dell’Azienda ed il Presidente europeo della PPT Dott. Udo Nenning. Tale appuntamento, rientra in parte nel percorso stabilito nell’accordo quadro, illustrato alla Stampa nello scorso mese di novembre (progetto di rilancio del Sito di Lanciano). L’incontro, avente come obiettivo la preparazione della discussione che si terrà il 25 febbraio presso lo stabilimento di  Lanciano, ha confermato l’impostazione che le parti avevano dato alla vicenda Pierburg alcuni mesi fa. Il Presidente Nenning, ha infatti comunicato alla RSU che continua l’impegno positivo e costruttivo del Gruppo al fine di rilanciare il Sito Produttivo di Lanciano. La RSU, ha ribadito al Presidente la necessità di fare in fretta. La fase congiunturale che la fabbrica vive, cioè la crisi economica e l’uscita dal mercato di alcuni prodotti che lo stabilimento lancianese produce oggi, rischia di diventare devastante dal punto di vista sociale. La RSU, ha ricordato al Dott. Nenning che il Movimento Sindacale attende con ansia il processo di concretizzazione degli accordi siglati mesi fa. La lotta di novembre (otto giorni di occupazione), ha messo in chiaro la determinazione di tutti i dipendenti della Pierburg. “Non ci sarà spazio per operazioni diverse o meno incisive di quelle preventivate”.