Chiodi fa il punto della ricostruzione nell’aquilano

Il Commissario governativo per la ricostruzione dell’Aquila, Gianni Chiodi, ha fatto il punto sulla ricostruzione, preannunciando una proroga per la presentazione dei progetti per le case di categoria E al 31 dicembre.
Chiodi ha tenuto a precisare che a fronte di 4000 domande per case B e C approvate in via definitiva ci sono pochissimi cantieri aperti e ha voluto sollecitare imprese e cittadini ad iniziare i lavori. “E’ venuto il tempo – ha spiegato – di accelerare la progettazione e la ricostruzione e non si esclude la possibilità di mettere un tetto agli incarichi, per evitare che troppo lavoro a pochi studi blocchi la presentazione delle domande”. Il Commissario ha tenuto ad assicurare il 100% della copertura dei costi di ricostruzione per la prima casa e per la copertura delle spese per le parti strutturali e comuni per le seconde case.
Rispetto alla zona franca urbana per la zona dell’Aquila colpita dal terremoto del 6 aprile del 2009, il Commissario governativo per la ricostruzione , Gianni Chiodi, ha anticipato la comunicazione inviatagli dal Ministero dello Sviluppo Economico che ha terminato la fase istruttoria e che a breve gli uffici del Commissario inoltreranno al CIPE la richiesta di copertura economica. La zona franca urbana interesserà esclusivamente il territorio del comune dell’Aquila. Il Commissario ha inoltre annunciato che è stato definito l’ammontare dei rimborsi per le imprese e che saranno necessari 44 milioni di euro, sono stati stanziati inoltre dalla Regione Abruzzo 35 milioni di euro per le imprese artigiane e i professionisti residenti nel cratere e che c’étempo fino al 15 marzo per presentare le domande. Per quanto riguarda lo smaltimento delle macerie degli edifici crollati nel terremoto dell’Aquila, il Commissario del Governo per la ricostruzione, Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo, nel corso di una conferenza stampa, ha illustrato le difficoltà amministrative che hanno “ingessato” finora le procedure per la rimozione, spiegando che ci sono norme europpee inderogabili che non hanno permesso né ai comuni, né al capo della Protezione Civile Bertolaso di intervenire in merito. Chiodi ha detto che c’e’ la massima disponibilità ad intervenire laddove vi sia l’inerzia dei comuni, allorché il Ministero dell’Ambiente assicuri la legittimità degli interventi anche di concerto con l’unione europea. “Qualora fosse necessario- ha concluso – il Commissario non esiterà a chiedere uno sforzo ulteriore al Genio Civile Militare e ai Vigili del Fuoco per lo smaltimento delle macerie”.