Manzi (UILM) interviene sulla crisi che colpisce i lavoratori della ex Ergom

“Non si combatte la crisi, non si difende il lavoro, l’occupazione e il futuro industriale tenendo sotto scacco i lavoratori e le aziende, perché perdere la produzione di oltre 5.000 furgoni è un danno anche per l’economia provinciale in ginocchio dalla fine del 2008”.

Lo afferma in una nota il Segretario Provinciale UILM UIL Chieti, Nicola Manzi intervenendo sulla crisi alla ex Ergom, dove da giorni i lavoratori sono in sciopero per rivendicare un trattamento salariale migliore, equiparato al gruppo Fiat-Magneti Marelli e di conseguenza hanno bloccato la produzione della Sevel.

“Questa condizione di incertezza produttiva ha buttato nel caos 6.300 lavoratori Sevel e oltre 1.500 dipendenti dell’indotto che quotidianamente rischiano di apprendere che non si lavora solo davanti ai cancelli dell’azienda – prosegue Manzi -. Dall’11 febbraio ad oggi la Sevel si è fermata per 17 turni lasciando a casa i dipendenti  “senza lavoro” e senza copertura economica in quanto non farà ricorso alla cassa integrazione ordinaria. La Sevel ha motivato questa decisione sostenendo che la ex ERGOM, attualmente PLASTIC, è un’azienda del Gruppo FIAT e non può essere chiesta la Cassa Integrazione per una vertenza interna. I lavoratori, dunque, per essere retribuiti o usufruiscono di proprie ferie e permessi dell’anno in corso o queste giornate saranno considerate assenze non retribuite. Questa decisione è ingiusta e non può essere accettata – mette in evidenza il segretario provinciale della UILM -. Lo scontro tra la Fiat – Magneti Marelli e la legittima rivendicazione sindacale dei lavoratori ex Ergom lo stanno pagando di tasca propria i lavoratori della Sevel con una  perdita salariale netta di oltre  1, 800 milioni di euro senza calcolare l’incidenza sugli altri istituti contrattuali come la tredicesima, pertanto chiediamo alla Sevel di far ricorso subito alla cassa integrazione ordinaria per tutelare i propri dipendenti estranei alla vertenza sindacale in corso. Una trattativa sindacale ferma dentro il gruppo Fiat – Magneti Marelli e bloccata per la rigidità del tavolo, non fa onore a nessuno. Ribadiamo la solidarietà ai dipendenti ex Ergom e nel denunciare la rabbia crescente  dei lavoratori della Sevel e l’ingiustizia che stanno subendo, invitiamo tutti a fare un passo indietro e tornare subito sul tavolo di una trattativa sindacale per evitare altri danni”.

Sempre in tema di vertenze, protesta dei lavoratori della Samputensili di Ortona, azienda che rischia la chiusura. Le maestranze stamani hanno bloccato per una 40 di minuti il casello di Ortona della A/14. La manifestazione, alla quale hanno preso parte un centinaio di lavoratori.