La Uil: “Nel 2009 persi in Abruzzo 25mila posti di lavoro”

La Uil Abruzzo lancia l’allarme sull’occupazione e l’economia e propone una piattaforma sindacale per lo sviluppo. I dati elaborati dal sindacato, illustrati oggi dal segretario regionale Roberto Campo, mettono in evidenza che la crescita del Pil tra il 2000 e il 2007 e’ stata pari a zero e dal 2008 l’Abruzzo vive anche il problema dell’occupazione. Questa regione detiene oggi alcuni primati negativi a livello nazionale nel campo del lavoro, e cioe’ la piu’ forte perdita di posti (meno 25mila nel 2009), il piu’ forte calo dell’occupazione dipendente (meno 7,5 per cento, sette volte il dato nazionale), aumento dei disoccupati in cerca di lavoro (10mila persone, il doppio rispetto alla media nazionale), il piu’ alto incremento del tasso di disoccupazione (piu’ 2,1, il doppio della media nazionale), la piu’ forte caduta del taso di attivita’ (meno 2,4 per cento, sei volte peggio della media nazionale), la piu’ forte caduta del tasso di occupazione (- 3,6 per cento, il triplo della media nazionale). Tra i dati che piu’ preoccupano ci sono il crollo dell’occupazione femminile (meno 4,3 per cento) e la perdita di posti di lavoro definiti “buoni”, cioe’ a tempo indeterminato e non precari, pari al 7,4 per cento. L’Abruzzo, poi, e’ la terza regione per incremento percentuale delle ore di cassa integrazione autorizzate. Gli indicatori di disagio occupazionale proposti dalla Uil collocano l’Abruzzo all’ottavo posto per disagio del mercato del lavoro e al secondo posto per la crisi produttiva (in riferimento alla cassa integrazione). Undicesimo posto, invece, per indicatore di irregolarita’ lavorativa e secondo posto per indicatore di disagio occupazionale (L’Aquila e’ la prima tra le province).