Ordine del giorno sulla Samputensili, Sisti replica a Radica

 “Il consigliere Angelo Radica sa benissimo che non abbiamo affatto bocciato il suo ordine del giorno, ma abbiamo tentato di migliorarlo per consentirne l’approvazione all’unanimità: la pervicacia del centrosinistra nel chiudere ogni possibilità di dialogo ha fatto sì che la discussione non è stata nel merito del provvedimento, ma solo una schermaglia politica e sterile, nel corso della quale il Pd e i suoi alleati hanno puntato a strumentalizzare la situazione di 139 lavoratori che rischiano il posto di lavoro. Un comportamento che non mi sarei mai aspettato dall’opposizione”.

Il capogruppo PdL in Consiglio Provinciale, Paolo Sisti, commenta così l’intervento del consigliere del Pd Radica sull’ordine del giorno che il Consiglio provinciale non ha approvato sulla situazione Samputensili.

“La Provincia è da tempo in prima linea per la difesa dei lavoratori della Samputensili e di tutti i lavoratori che sono a rischio licenziamento: è stato direttamente il presidente Di Giuseppantonio a richiedere al Ministero dello Sviluppo Economico il tavolo nazionale di confronto che si riunirà il 3 marzo e a quel tavolo la Provincia si siederà già con autorevolezza e con proposte già verificate con le organizzazioni sindacali e i lavoratori».

Intanto scoppia il caso Pilkington. La crisi, incomincia a farsi sentire in maniera consistente anche all’interno dell’area industriale del vastese. Per oltre mille operai dell’azienda del vetro, nel corso del prossimo mese di marzo, scatterà la cassa integrazione per periodi variabili dai 2 ai 4 giorni. Ieri, ha avuto luogo l’incontro tra i sindacati e la dirigenza della multinazionale giapponese che produce componenti per auto nella zona industriale di Piana Sant’Angelo di San Salvo. Circa 400 lavoratori del settore laminati si fermeranno per 4 giorni, da venerdì 5 a lunedì 8 marzo, mentre lo stop sarà di due giorni per il resto della fabbrica, ad esclusione degli addetti del float, che rimarranno a lavoro. Confermati i timori per il futuro degli interinali. Intanto cresce il timore per il licenziamento di una quarantina di lavoratori interinali. Riduzione dovuta alla crisi di mercato ed al trasferimento all’estero di alcune lavorazioni. A risentirne saranno anche le fabbriche dell’indotto che, a loro volta, stanno studiando la possibilità di alcuni tagli occupazionali.