Tre arresti, dieci denunce e droga recuperata dalla polizia nell’operazione ‘Bella Napoli’

Non si può certo dire che sia stata un’operazione di polizia silenziosa quella scattata alle prime luci del giorno stamani a Lanciano. La città è stata svegliata dal rumore dal sorvolo di un elicottero del nucleo di Ps di Pescara, che dall’alto seguiva i movimenti delle pattuglie impegnate in  alcuni quartieri del capoluogo frentano nell’ambito dell’operazione ‘Bella Napoli’. In totale sono stati impegnati 32 uomini tra agenti del Commissariato di Lanciano, della Questura di Chieti e del Nucleo Anticrimine di Pescara, che hanno eseguito tre ordini di custodia cautelare, nove perquisizioni, denunciate all’autorità giudiziaria 10 persone. Recuperati 150 grammi di sostanze stupefacenti: haschich, marjuana e cocaina. Inoltre, un bilancino di precisione, una finta pistola, munizioni da guerra. L’ordine di custodia cautelare è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari di Lanciano, Massimo Canosa su richiesta del pubblico ministero Rosaria Vecchi. Gli arrestati, tutti con l’accusa di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti sono: Michele Irollo, 49 anni, di Portici, in provincia di Napoli, ma residente a Santa Maria Imbaro; Francesco Barletta, 45 anni, originario di Brindisi e residente a Lanciano; Assunta Costantini, 33 anni di Lanciano. Chiuso il cerchio intorno ad un’indagine che ha preso le mosse il 24 agosto scorso, come riferito stamani in conferenza stampa dal dr. Caludio Di Paola, commissario capo di Lanciano, quando fu data alle fiamme la pizzeria ‘Bella Napoli’, che ha dato il nome all’operazione di oggi. Il locale, sito in via Santo Spirito, è di proprietà dell’Irollo. Era la base dalla quale partivano i quantitativi di droga da sistemare sul mercato lancianese, spaccio che, secondo quanto accertato nel corso delle investigazioni, veniva curato dalla Costantiti e spesso. Da quell’incendio in poi messo in atto da personaggi di Lanciano che gli agenti hanno identificato, la polizia ha operato appostamenti, pedinamenti, fino a Napoli, dove Irollo aveva i suoi fornitori. Era stato avviato un traffico particolarmente sostenuto di corrieri che dalla Campania raggiungevano, anche due volte la settimana, il capoluogo frentano.  

Da precisare che Barletta è finito in manette perché nel corso della perquisizione nella sua casa nel quartiere di Santa Maria Maggiore, sono stati scoperti 110 grammi di hascisc e marijuana e munizioni da guerra.