Lanciano, la Confcommercio chiede che non venga discussa la delibera sul commercio

Ritiro immediato della proposta di delibera sul recepimento della normativa regionale sul commercio, che il consiglio comunale di Lanciano dovrebbe discutere nella seduta di lunedì pomeriggio.

E’ la richiesta avanzata dalla Confcommercio al termine del vertice che si è tenuto a Palazzo di Città e che è stato convocato dall’assessore alle attività produttive Graziella Di Campli per acquisire il parere delle associazioni di categoria sulla bozza di documento che sarà esaminato dall’assise civica.

L’amministrazione comunale vorrebbe recepire la legge regionale mantenendo ferme le previsioni del piano degli insediamenti commerciali che risale al 2000. “E’ questo non è concepibile – spiega il direttore della Confcommercio Francesco Peri – in quanto in 10 anni il comparto ha subito delle profonde modifiche e quelle linee guida sono state ampiamente superate, sia sotto il profilo della zonizzazione, sia sotto numerosi altri aspetti. Basti pensare che nel centro cittadino ci sono locali commerciali di pregio ormai abbandonati da anni ai quali il provvedimento richiamato dal Comune non fa nessun accenno”. Questo significa che se un imprenditore volesse avviare un’attività commerciale della media distribuzione – la grande distribuzione è stata definitivamente esclusa da qualunque programmazione – in uno di questi spazi, non avrebbe alcuna possibilità di farlo.

Ma le ragioni che hanno spinto Confcommercio a chiedere il rinvio dell’esame della delibera proposta dalla Di Campli sono anche altre: martedì ad esempio, in Regione si discuteranno alcune modifiche alla legge regionale del commercio – che quindi non saranno contenute nel provvedimento del Comune di Lanciano – e soprattutto si rischiano di creare delle incongruenze tra le previsioni del piano commerciale cittadino e quelle del nuovo piano regolatore generale, che è stato già adottato e per il quale si attende l’avvio della procedura per l’approvazione definitiva.

“Confcommercio – aggiunge il presidente Angelo Allegrino – non vuole assolutamente bloccare il recepimento della legge regionale. E’ anche nostro interesse avere un nuovo quadro normativo di riferimento su cui programmare gli investimenti della categoria. Riteniamo, però, che non si possa basare la pianificazione futura su delle previsioni che risalgono a 10 anni fa: il rischio è che ci si trovi a dover fare i conti con uno strumento che nasce già vecchio e non sia dunque essere in grado di fornire delle risposte alle attuali istanze del comparto. Anche perché ci piacerebbe che il Comune lavorasse sull’immaginare e pianificare il futuro della città e non si limitasse solo a riproporre schemi ormai superati”.