Di Giuseppantonio e Testa chiedono all’Anas raddoppio della Variante di Francavilla sulla SS16

«Con due lunghe gallerie a doppio senso di marcia, la variante di Francavilla della Statale 16 è pericolosissima, per questo bisogna intervenire subito»: con una lettera indirizzata all’ing. Valerio Mele, capo compartimento dell’Anas Abruzzo, i presidenti delle Province di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, e di Pescara, Guerino Testa, chiedono formalmente l’avvio dell’iter per il raddoppio della cosiddetta “Variante di Francavilla” sulla Strada Statale 16, teatro già di diversi incidenti, alcuni mortali che ne hanno evidenziato la pericolosità anche in condizioni meteorologiche e di traffico normali.

«Il progetto – hanno spiegato nella lettera Di Giuseppantonio e Testa – inizialmente previsto in due carreggiate con due corsie per senso di marcia, per ragioni economiche è stato poi stravolto ed affidato in appalto con una sola carreggiata a doppio senso di marcia.

Il tronco stradale realizzato costituisce una tratto di viabilità extraurbana, caratterizzato da elevata velocità di percorrenza e da un’altissima densità di traffico, elementi tali che possono generare facilmente situazioni di pericolo per gli utenti. La tratta, inoltre, comprende due gallerie per la lunghezza complessiva di circa 6,5 km., a doppio senso di marcia e senza spartitraffico centrale. Inoltre, questa variante costituisce la naturale prosecuzione della “Variante di Pescara”, già realizzata con due carreggiate con due corsie per senso di marcia, avente dunque standard di sicurezza già adeguati alla attuale circolazione stradale.

Riteniamo pertanto necessario ed opportuno che vengano avviate tutte le procedure necessarie al fine di appaltare in tempi ragionevolmente brevi il “raddoppio” della “Variante di Francavilla al Mare”, per poterla completare con due carreggiate con due corsie per senso di marcia, come da progetto già predisposto dall’Anas a suo tempo».

I due presidenti hanno anche messo sul tappeto il prolungamento della variante alla SS16, fino a Silvi, a nord, e fino ad Ortona, a sud, auspicando un confronto con la Regione e gli enti preposti al fine di giungere alla definizione degli atti necessari per la messa in sicurezza dell’intero tratto.