Pescatore di Vallevò salva esemplare di Svasso Maggiore

Salvato in mare, un esemplare bellissimo di Svasso Maggiore con l’ala spezzata, probabilmente rotta contro un ferro di un trabocco .

Frequenta gli specchi d’acqua estesi e calmi, come laghi e fiumi a lento corso, con le rive coperte da fitta vegetazione di canne e giunchi, dove può facilmente confondersi per le tonalità di colore del piumaggio (criptismo). Visita anche le acque costiere durante la migrazione o nel caso in cui la stagione invernale sia talmente rigida da far gelare stagni e fiumi dove sarebbe impossibile procurarsi del cibo. Si tratta di una specie molto ben adattata alla vita acquatica. Con il corpo a forma di siluro, le zampe attaccate molto indietro come dei remi, il becco sottile e appuntito e la coda estremamente corta è speicalista nella pesca sotto la superficie dell’acqua. Considerato tra i tuffatori più abili tra gli uccelli che frequentano le acque continentali, raggiungono in media la profondità di 2-3 metri e possono rimanere immersi, nuotando esclusivamente con le zampe lobate, per oltre un minuto. Se disturbati, si allontanano nuotando sott’acqua per tratti di oltre cento metri. Inoltre sono in grado di regolare il loro livello di galleggiamento, gonfiando o comprimendo il piumaggio: in caso di pericolo nuotano quasi sommersi.

Ad effettuare il salvataggio un pescatore di Vallevò, Antonio Di Foglio uno dei pescatori più attivi di Vallevò, un eroe del mare che è attento alla natura poichè dalla natura trae il suo sostentamento. il volatile è stato consegnato a Rinaldo Verì presidente dell’associazione “Le Arance della Costa dei Trabocchi” il quale, dopo averlo nutrito, ha allertato la forestale a cui il volatile è stato affidato per essere curato nel centro di Pescara.