No alla chiusura dell’ospedale di Agnone: l’Alto Sangro si mobilita

di Francesco Bottone

C’era anche un pezzo d’Abruzzo, in piazza ad Agnone, domenica mattina, a manifestare contro lo smantellamento dell’ospedale ‘San Francesco Caracciolo’.

Oltre ad alcuni sindaci di zona, in fascia, accanto ai colleghi molisani, hanno sfilato i primi cittadini Massimo Mastrangelo di Castiglione Messer Marino, Andrea Venosini di Celenza sul Trigno, Luciano Piluso di Schiavi di Abruzzo e Mario Cicchillitti di Castelguidone, ha colpito la presenza di un consigliere regionale abruzzese, Paolo Palomba (IdV), unico rappresentante dell’Emiciclo de L’Aquila. Proprio al leader dell’Italia dei Valori nel Vastese, che è vice-presidente della Commissione sanità della Regione Abruzzo.

“Ho ritenuto importantissimo essere presente accanto alle popolazioni dell’Alto Molise e ai miei concittadini abruzzesi provenienti dall’Alto Vastese. Per le zone interne del Chietino, già pesantemente disagiate e marginalizzate, le prestazioni sanitarie erogate dal ‘Caracciolo’ di Agnone rappresentano davvero una questione vitale, nel senso letterale del termine – ha detto Palombo –. Si pensi, ad esempio, a cosa succede in caso di emergenze di tipo sanitario. Da uno qualsiasi dei centri del Vastese interno raggiungere l’ospedale di Vasto significa un viaggio di quasi un’ora. Se poi bisogna attendere l’arrivo di un’ambulanza i tempi raddoppiano, con grave pericolo per i pazienti. Agnone, con il suo ospedale di ‘frontiera’, è raggiungibile in meno della metà del tempo. Come classe politica regionale abbiamo il dovere, politico e morale, di risolvere i problemi ai cittadini, non di crearne con il progressivo smantellamento dei servizi basilari. La presenza, nel corteo, del collega Franco Giorgio Marinelli, che è un autorevole assessore della Regione Molise, significa proprio questo. C’è poco da fare, per le zone disagiate e montane bisogna avere il coraggio di agire anche in deroga alle normative vigenti, con politiche speciali, mirate. Altrimenti, nel giro di pochi anni, sarà davvero la morte per tutti i comuni dell’entroterra. E l’Alto Molise e l’Alto Vastese diventeranno un deserto”.