Uno studio rivela: forse erano tre le cupole di S. Giovanni in Venere

di Vito Sbrocchi

C’è sempre qualche curiosità storica sulla secolare abbazia di San Giovanni in Venere. L’ultima arriva da alcuni manoscritti risalenti al XVII secolo, epoca in cui il monastero benedettino era governato dagli abati filippini. Dagli antichi documenti salta fuori una novità davvero interessante, portata alla luce da padre Teotimo passionista (al secolo Giulio Di Nicola), illustre storico dell’abbazia scomparso il 9 agosto dello scorso anno. Nei documenti (menzionati nella preziosa opera di padre Antonio Cistellini dedicata alla vita di san Filippo Neri) si parla, infatti, che all’origine il complesso abbaziale era dotato di due, o forse tre, cupole. Una era situata sopra la navata centrale, mentre l’altra era probabilmente collocata verso l’attuale strada pubblica. La terza cupola invece, di cui non si fa menzione negli scritti perché non interessata dai lavori di restauro, volgeva forse verso il chiostro. In uno dei manoscritti del 1624 don Colangelo Colangeli, parroco di Rocca San Giovanni cui furono affidati gli interventi di ristrutturazione dell’abbazia ridotta in pessimo stato, scriveva: “abbiamo finito di coprire la cuppola a man dritta, e finito di tutto punto la cuppola sopra a S.Giovanni”. Una scoperta dunque che ci incuriosisce non poco, in quanto, abituati all’odierna immagine del monastero, ci resta davvero difficile oggi immaginare la passata presenza di cupole sui tetti del cenobio, che all’epoca doveva avere un aspetto a dir poco stravagante.