Eugenio Sarno (Uil-pa Penitenziari): “Le carceri abruzzesi sono al collasso”

‘Siamo alla deriva completa nel piu’ clamoroso degli allarmi che nessuno di chi ha competenza sembra voler raccogliere’. Lo scrive in un comunicato stampa Eugenio Sarno, segretario generale della Uil-pa Penitenziari, riferendosi alla situazione delle carceri e degli istituti di pena abruzzesi. ‘Dal 28 febbraio scorso – dice Sarno – la situazione delle presenze detentive si e’ ulteriormente aggravata e da un attento esame del rilevamento ufficiale del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, emerge nettamente il quadro di sovraffollamento nelle strutture penitenziarie che a fronte di una capienza massima pari a 1455 detenuti fa registrare la presenza di 1897 ristretti. Le condizioni disumane e incivili della detenzione – aggiunge il segretario della Uil-pa Penitenziari – si coniugano con la quotidiana contrizione dei diritti elementari per il personale penitenziario ed in particolare per la polizia penitenziaria. Una situazione insostenibile, destinata a provocare pulsioni e tensioni all’interno delle carceri che potrebbero non essere adeguatamente fronteggiate e gestite dall’ Amministrazione Penitenziaria con le ridotte risorse umane a disposizione’. Secondo Eugenio Sarno non si tratta solo di un problema di allarme sociale, ma anche di ordine pubblico che portebbe avere dirette conseguenze sulla sicurezza dell’intera collettivita’. ‘Responsabilmente – dice Sarno – non ci sottraiamo, in tempo e per tempo, ad allertare i politici, la stampa e la societa’ nella speranza che si inneschi quella consapevolezza della indifferibilita’ a procedere alla legiferazione sulle misure accompagnatorie del piano carceri annunciate dal Ministro Alfano. L’affidamento in prova, il ricorso alla detenzione domiciliare, la necessaria e urgente assunzione di circa 4mila unita’ di polizia penitenziaria, queste sono le risposte reali ed urgenti che necessitano al sistema penitenziario ma di cui non si sente parlare se non attraverso sporadici annunci. Lo stesso piano carceri – conclude Eugenio Sarno – sembra aver subito un rallentamento nella sua incerta definizione e noi stessi ne abbiamo perso le tracce’. In Abruzzo, rispetto agli organici previsti per il personale amministrativo, mancano 31 educatori, 38 assistenti sociali, 14 contabili, 7 tecnici e 12 collaboratori. La polizia penitenziaria conta su 1597 unita’ a fronte delle 1604 previste, con un’eta’ media anagrafica del personale molto alta e unita’ gia’ in congedo straordinario per malattia a lungo corso, oltre a quelle alla soglia della quiescenza.