Acqua, la magistratura dovrà far chiarezza sui conti della Sasi

Filetto, Fara San martino, Tollo, Paglieta, San Vito Chetino, Villalfonsina, Castel Frentano, Civitella Messer Raimondo, Pennadomo, Pennapedimonte sono almeno dieci i comuni che hanno deciso d’impugnare il bilancio di esercizio del 2008, che l’assemblea dei sindaci soci dell’SASI, la società che gestisce i servizi idrici nel comprensorio avevano discusso nella seduta del 16 novembre 2009. Tra non molto, insieme ai dieci, si unirà anche il comune di Lanciano, che attraverso il suo ufficio legale procederà a riguardo. Lo ha annunciato stamattina, nel corso di una conferenza stampa il sindaco del capoluogo frentano, Filippo Paolini. Insieme a lui, Emidio Nasuti, presidente della Commissione regionale Bilancio, Patrizia De Santis e Antonietta Passalacqua, prime cittadine di Castel Frentano e Pennadomo, Antonio Tavani, sindaco di Fara San Martino, il capogruppo del Pdl in consiglio comunale di Lanciano, Umberto Di Franscantonio.

“Non abbiamo votato il bilancio perché non è stato possibile dire di sì allo strumento finanziario che, a nostro avviso, presentava delle incongruenze. Un anno prima avevamo dato il nostro assenso dietro la formale promessa da parte del Consiglio di Amministrazione della Sasi, che avrebbe dovuto provvedere, entro il 2009, a rivedere la questione delle quote d’ammortamento. Invece, abbiamo avuto solo l’aumento del canone”.

“E dire che nel 2008, l’allora Giunta Del Turco – evidenzia Nasuti – venne emanata un legge con la quale si affermava chiaramente che le tariffe non dovevano essere toccate”.

La situazione non è affatto fluida, nonostante si parli d’acqua. I sindaci che hanno approvato il bilancio nella famosa seduta del novembre scorso, e non soltanto quelli di centro destra, a detto di Tavani, Paolini e Nasuti, sono pronti a rivedere le loro posizioni. Insomma, sempre secondo gli amministratori comunali presenti al Caffè ai Portici quest’oggi nell’incontro con la stampa, ci scatenerebbe a quel punto una reazione a catena, che potrebbe portare a ben più gravi conseguenze. “D’altro canto le abbiamo provate tutte prima di giungere a questo momento – ricostruisce nel suo intervento il vice presidente della Provincia di Chieti e Assessore ai Lavori Pubblici, Tafani –. Più volte abbiamo chiesto al CdA della Sasi di tornare sui suoi passi, di evitare che le amministrazioni socie (76 i comuni che aderiscono, ndr) venissero a trovarsi nella condizione di dover rispondere per uno strumento finanziario che, a nostro avviso, non è in regola. Un bilancio che, ancora una volta, non porta iscritte le quote d’ammortamento (una questione che da anni determina lo scontro tra la società di gestione e quella del patrimonio, cioé Sasi e la Isi, ndr) così come previsto finanche in una sentenza pronunciata nei giorni in cui ci accingevamo a discutere del bilancio. Politicamente abbiamo cercato di far aprire un confronto che portasse a una mediazione. La Sasi, che ha il CdA scaduto da tempo, ha ignorato tutto e tutti e in più ha applicato delle nuove tariffe, con un aumento del 13 per cento. Decisione che non avrebbe potuto assumere. Un CdA scaduto, che continua a fare solo danni: basta guardare quel che avviene con le assunzioni. Lì c’è gente che da 5 anni lavora alla Sasi dimostrando competenza, altrimenti non sarebbe rimasta al loro posto. Per poter essere assunti a tempo determinato dovranno prendere parte a un concorso insieme ad altri 2400 aspiranti: altri, invece, da quel che mi risulta, non dovranno superare nessuna prova e non si capisce il perché”.

Che la situazione possa precipitare lo conferma Paolini. L’ufficio legale del suo comune è pronto a far valere le sue ragioni per veder soddisfatto un debito che vanta con la Sasi per 3,5 milioni di euro. Se si somma questa cifra a quella dei mancati ammortamenti, la società, rischia di saltare. “la gestione dell’acqua, allora, tornerebbe di competenza dei comuni, ma non potremmo fare nulla perché non siamo più attrezzati – dice Paolini, che poi lancia un appello –: abbiamo chiesto che venga convocata d’urgenza un’assemblea per discutere sulla situazione, soprattutto nell’interesse dei cittadini. Mi auguro che a questo punto si tenga davvero. Dove non arriva la politica, giunge la magistratura e questo è una sconfitta per tutti”.