Legamebiente e Protezione Civile elencano le opere salvate nell’aquilano

Sono 4.950 le opere d’arte, recuperate e messe in sicurezza in chiese e palazzi gravemente danneggiati dal sisma che il 6 aprile scorso ha colpito la citta’ dell’Aquila. Statue, dipinti, sculture, oggetti sacri e liturgici sono stati recuperati tra le macerie grazie all’impegno delle istituzioni, dei Vigili del Fuoco, delle Soprintendenze, delle forze dell’ordine e dei 350 volontari di Legambiente specializzati nella salvaguardia dei beni culturali in caso di calamità, che fin dal primo momento dell’emergenza hanno messo a disposizione energie e competenze. Sono stati inoltre posti in salvo 247.532 volumi, alcuni dei quali antichi e pregiati, provenienti dagli archivi storici e dalle biblioteche dell’Aquila, principalmente la Biblioteca Arcivescovile e quella del Convento di Santa Chiara. I dati sulle attività di Legambiente durante l’emergenza terremoto – nell’ambito de ‘L’Arte Salvata’, la campagna di Legambiente e del Dipartimento della Protezione Civile, realizzata con il patrocinio del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, dedicata alla salvaguardia del patrimonio culturale dai rischi naturali – sono stati presentati oggi nel corso di una conferenza stampa nel capoluogo abruzzese. Gli interventi di recupero ai quali hanno partecipato i volontari di Legambiente riguardano per la maggior parte operazioni di recupero e trasporto nei magazzini temporanei oppure interventi di messa in sicurezza in loco. Le opere salvate risalgono a un arco di tempo che va dall’età medievale a quella contemporanea

‘L’esperienza degli interventi sui beni culturali durante l’emergenza in Abruzzo – spiega Simone Andreotti responsabile nazionale Legambiente Protezione Civile – dimostra come l’alto livello di specializzazione raggiunto in molti campi dai volontari sia una qualità positiva del sistema di Protezione civile italiano da valorizzare sempre di più. La salvaguardia delle opere d’arte è momento imprescindibile per la tutela dell’identità collettiva delle comunità locali colpite da tragici eventi. Anche sotto questo profilo, in Abruzzo, la cooperazione tra gli enti e i soggetti che concorrono alla tutela del patrimonio culturale ha portato a risultati positivi. Secondo i dati del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio culturale, i furti di opere d’arte nella regione, nonostante le gravi condizioni dovute al sisma, nel 2009 sono diminuiti rispetto all’anno precedente: 14 i furti registrati – a fronte dei 21 del 2008 – per un totale di 59 oggetti trafugati di cui 30 provenienti da chiese e 29 da edifici privati. L’obiettivo principale della campagna ‘L’Arte salvata’, che con l’iniziativa aquilana fa il punto sulla situazione a un anno dal sisma, è quello di informare i cittadini e sensibilizzare le amministrazioni locali sulla necessità di una tutela attenta e costante di tutti i beni culturali presenti sul territorio, e sull’importanza di operare a tutti i livelli per realizzare in tempo di pace un sistema che sia pronto a intervenire in caso di calamita’ per tutelare i beni culturali, patrimonio di identita’ per il territorio.

‘I risultati raggiunti nella salvaguardia del patrimonio culturale durante l’emergenza all’Aquila – dice Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo – sono senz’altro importantissimi e costituiscono una testimonianza positiva. Ma finita l’emergenza è necessario restituire le opere d’arte recuperate alla fruizione dei cittadini, rendere possibile il loro ritorno nelle collocazioni originarie, poiché esse rappresentano un bene comune di primaria importanza. In questo senso Legambiente continuerà il suo impegno in Abruzzo a tutela del patrimonio culturale – continua Di Matteo – sostenendo tra l’altro l’idea che L’Aquila diventi patrimonio dell’UNESCO, luogo simbolo, ferito dai gravi lutti e dalle devastazioni del terremoto, che torni nel più breve tempo possibile ad essere città viva ricca di storia, di cultura e tradizione”.