Le opposizioni in Provincia di Chieti chiedono la riunione della commissione “Agricoltura, Caccia, Pesca e Zone Interne”

I consiglieri provinciali D’Amico, Tamburrino e Sputore (PD), Fagnilli e Natale (IdV), Mariotti (Sinistra Libertà) ed Orlando (R.C.) hanno presentato al, presidente della commissione consiliare “Agricoltura, Caccia, Pesca e Zone Interne”, Dott. Giovanni STANISCIA (P.d.L.) una richiesta formale di convocazione della stessa indicando anche un ricco e qualificato ordine del giorno che è il seguente: disamina proposte dei commissari per un ordine dei lavori della commissione; iniziative della provincia in materia di contenimento della specie cinghiale; disamina del Piano Faunistico vigente; iniziative in materia dell’applicazione della condizionalità in agricoltura; calendarizzazione momenti di ascolto e confronto con le OO. PP.AA., rappresentanze del mondo dell’associazionismo e cooperazione in agricoltura; verifica attuazione bandi del P.S.R. Abruzzo 2007/2013 con particolare riferimento alle attività ed alle pertinenze specifiche di competenza provinciale (Asse Leader).

“Entro 10 giorni, come da regolamento – si legge nella nota stampa trasmessa quest’oggi agli organi d’informazione –, la commissione dovrà essere convocata. La ragione che mi hanno spinto a formalizzare la richiesta di convocazione consiste nel fatto che, il presidente Staniscia, è anche il delegato del presidente Di Giuseppantonio alla Caccia ed alla Pesca e, pur risultando molto dinamica l’azione soprattutto a tutela dei suoi amici cacciatori, sfugge ad ogni genere di confronto di merito politico su altre tematiche che toccano il comparto agroalimentare più in generale, oltre a risultare uno di coloro che meno hanno dato motivo ai commissari di poter espletare appieno le loro mansioni. La pigrizia politica del presidente Staniscia – dicono gli esponenti d’opposizione – è a dir poco sospetta in considerazione del fatto che, la sua azione amministrativa, si è resa visibile solo in due circostanze particolari ed a lui particolarmente care ossia il congelamento del regolamento della specie cinghiale, alla prima seduta utile del consiglio dopo l’insediamento, ed il tentativo di modificare il vigente regolamento che vieta ai componenti la polizia provinciale di poter cacciare. Due cambiali elettorali da pagare e dopodichè il nulla; vada che rispecchia un pò la natura dell’intera amministrazione Di Giuseppantonio ma in settori aperti e dinamici come quelli del presidente Staniscia è facile distinguersi in positivo rispetto alla desolazione generale. Sarà che la grigia eminenza, regista occulto dell’azione amministrativa provinciale, abbia dato ordine di stare fermi visto che gli argomenti potrebbero evindenziare altre vuote  nullità in istituzioni superiori? ”