6 aprile 2010: un anno fa il sisma che ha cambiato la vita degli abruzzesi

Circa venticinquemila persone hanno preso parte la notte scorsa alla fiaccolata, organizzata dai comitati ma anche da semplici cittadini per commemorare il terremoto che il 6 aprile scorso causò 308 vittime. Con partenza alla Fontana Luminosa, i vari cortei hanno raggiunto Piazza Duomo, dopo aver attraversato via Castello, via Strinella, viale di Collemaggio e Corso Federico II. Altri partecipanti hanno invece preferito accorciare il tragitto, passando da via Castello direttamente su via San Bernardino e Corso Vittorio Emanuele II. I cortei erano aperti da striscioni retti dai familiari delle vittime. Su quello in ricordo dei nove studenti morti nel crollo della Casa dello studente c’era scritto: “Assassini nella casa dello studente”. I cortei si sono mossi in silenzio. Alle 3 e 32 minuti, ora del terremoto che esattamente un anno fa ha messo in ginocchio la città, sono stati letti i nomi delle 308 vittime del devastante sisma. Le campane della chiesa delle Anime Sante hanno poi suonato a morto con 308 rintocchi. Successivamente dopo un breve raccoglimento, i presenti in Piazza Duomo, hanno voluto chiudere la manifestazione in ricordo delle vittime del terremoto con un breve applauso. Molti partecipanti nonostante la temperatura piuttosto rigida hanno raggiunto a piedi la basilica di Santa Maria di Collemaggio per partecipare alla Messa solenne officiata dal vescovo metropolita dell’Aquila, Monsignor Giuseppe Molinari.

“In questa notte, che ricorda, dopo un anno, la più grande tragedia che ha colpito la nostra città negli ultimi tre secoli, anche noi siamo chiamati a convertirci – ha detto ai fedeli l’arcivescovo di L’Aquila. Insieme a lui il Vescovo ausiliare, mons. Giovanni D’Ercole. “Perché non sperare – ha continuato mons. Molinari – che questa tragedia possa segnare una reale e quasi inevitabile divisione tra un mondo vecchio, deformato dall’egoismo, e un mondo nuovo trasfigurato dall’amore e dalla bellezza? Ce lo chiedono i nostri morti, ce lo chiedono i nostri ragazzi e i nostri giovani (che faranno L’Aquila del domani). Ce lo chiede la nostra coscienza. Ma, soprattutto, la nostra fede!”

Finalmente risolto il problema del Consorzio CIVETA di località Valle Cena del Comune di Cupello. Con l’autorizzazione alla riapertura della seconda vasca, le amministrazione comunali del Vastese hanno potuto riprendere il conferimento dei rifiuti in quell’impianto risparmiando qualcosa come 13 mila euro al giorno. Un risparmio considerevole ove si pensi che per circa 7 mesi i Comuni del Vastese, con Vasto in testa, hanno dovuto sborsare ingenti somme con gravi problemi per i singoli bilanci comunali. Intanto a Vasto si pensa ad allargare la zona della Città dove è in atto la raccolta differenziata. Un’operazione che inciderà non poco sul bilancio della publica amministrazione per i costi e per l’impegno delle risorse umane necessarie per la concretizzazione del piano predisposto ed affidato alla Pulchra.