La Soprintendenza sollecita il comune di S. Vito sugli scavi di Murata Bassa

di Vito Sbrocchi

La Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo torna nuovamente a trattare il problema del grave stato di abbandono dell’area archeologica di Murata Bassa. Nel sito, di proprietà del Comune di San Vito Chietino, agli inizi degli anni novanta vennero alla luce strutture di grande importanza storica-archeologica, come la grande fornace per la realizzazione di lucerne e una vasca da piscicoltura di epoca romana, che necessitano di urgenti interventi di salvaguardia. «Purtroppo – ha spiegato il direttore dello scavo, l’archeologo Andrea Staffa – abbiamo l’impressione che l’Amministrazione comunale di San Vito non sia un granché interessata alla salvaguardia e alla valorizzazione dell’area archeologica, visto che lo stesso ente non risponde nemmeno alle nostre lettere con cui sollecitiamo interventi di protezione delle antiche strutture murarie». Esiste, infatti, la reale possibilità di imminenti rischi di frana della porzione del sito archeologico situata a confine con il Club Nautico, per cui necessita la realizzazione urgente di un muro di contenimento per scongiurare danni a carico dei resti murari. «Ciò che chiediamo al Comune – ha concluso Staffa – è di operare in spirito di fattiva collaborazione, al fine di attuare interventi per un’adeguata manutenzione di un’area archeologica che, collocata sul lungomare di San Vito Marina, può dare lustro ed arricchimento culturale alla fruizione turistica del centro costiero». La Soprintendenza ha infine chiamato in causa anche l’Amministrazione provinciale e il Patto Territoriale Sangro-Aventino, auspicando un loro fattivo interessamento per la promozione dell’importante area archeologica.