Caporale (Presidente Nazionale Associazione “Animalisti Italiani Onlus”) vuole chiarezza sulla morte di Lady

Che cosa è accaduto a Lady? Com’è stato possibile che il cane, di 4 anni, sia potuto morire mentre veniva soccorso?

Sono alcune delle domande a cui si cerca di dare una risposta dopo la notizia del decesso di Lady, cane di quartiere, che viveva a Pescara. A chiederselo, soprattutto è Walter Caporale, Presidente Nazionale Associazione “Animalisti Italiani Onlus”. In un comunicato stampa diffuso oggi, Caporale riferisce che “secondo ciò che riporta la stampa, la cagnetta aveva toccato la gamba di una ragazza, procurandole un graffio mentre la stessa percorreva a piedi una via adiacente al luogo di stazionamento solito del cane. Tra l’altro la ragazza medicata dal pronto soccorso che aveva riscontrato solo un graffio guaribile in cinque giorni, avrebbe manifestato anche la volontà di adottarla. Qualcuno nel frattempo, ha pensato bene di allertare il servizio veterinario della Asl che è giunto sul posto. Il posto dove Lady è cresciuta insieme a Black, il suo compagno di vita. I cani che venivano accuditi principalmente da un signore in pensione, non avevano mai dato problemi alla viabilità ed alle persone. In merito all’arrivo del servizio veterinario, la stampa riporta un fatto raccapricciante prosegue il Presidente Nazionale Associazione “Animalisti Italiani Onlus” –, accaduto sotto gli occhi dei poliziotti, del pensionato che si prendeva cura dei cani e di altre due persone. Due addetti alla cattura sono giunti sul posto per accalappiare Lady, che non si lasciava avvicinare da estranei, il cane terrorizzato, inizia a correre nel piazzale dove si trovava braccato dagli addetti con l’asta rigida ben in vista. Il pensionato turbato dalla scena che gli si presentava, fa entrare il cane in una zona chiusa; Lady è stanca e spaventata, si rassegna. “L’addetto lo ha preso violentemente con l’attrezzo per l’accalappiamento, lo ha stretto al collo – ha raccontato il pensionato in lacrime- mentre l’altro accalappiacani gli ha puntato contro una siringa. Il cane ha incominciato a divincolarsi in un sorta di baracca stretta e tortuosa piena di vecchie cose abbandonate. Non c’è stata nessuna pietà. Non è stato aspettato nemmeno un minuto. Il cane è stato, tirato da quel cunicolo così stretto mentre si divincolava, battendo a destra ed a sinistra, non veniva, ma hanno continuato a tirare con forza e lo hanno trascinato con il cappio a scorrimento stretto al collo per più di 50 metri, fino al piazzale”. Ennio, il pensionato che accudiva Lady, ha supplicato gli addetti del servizio veterinario di aspettare, che con l’aiuto di altre due persone presenti avrebbe preso un carretto per trasportarlo. Ma non c’è stato nulla da fare, gli addetti non hanno esitato, lo hanno tirato dal collo e fatto strisciare in mezzo al fango e alle pietre senza un minimo di compassione. Una volta giunti al furgone, Lady era già agonizzante, lì vi muore. Dalla bocca e dalla testa del cane – afferma ancora il pensionato – usciva sangue, aveva lesioni su tutto il corpo. Ho visto i suoi occhi rigirarsi. I cittadini pescaresi che hanno amato, cresciuto e accudito Lady nella sua breve vita – dice ancora Caporale –, non si danno pace e non si rassegnano per questa morte così violenta e atroce. Non sembra vero che ancora oggi possano compiersi gesti di inaudita crudeltà. A fronte di tanti cittadini sensibili e volontari delle associazioni animaliste quotidianamente impegnati nella cura e nella salvaguardia degli animali abbandonati, purtroppo dobbiamo riscontrare che, esistono ancora tanti individui senza scrupoli e senza etica, la cui grettezza e inciviltà ci sconvolge e ci preoccupa. Mentre ogni giorno siamo impegnati a compiere tanti, importanti, passi in avanti verso una maggiore tutela degli animali sul nostro territorio, c’è ancora molta strada da fare perché nella nostra città si possano affermare con pienezza i diritti degli animali. Un servizio veterinario preposto dovrebbe operare alla promozione del rispetto degli animali e del loro benessere in quanto esseri senzienti. Il caso di Lady, non può essere l’ennesima caso destinato a passare sotto silenzio. Secondo l’art. 544 del Codice Penale:  “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi…”.

Auspichiamo che simili fatti non si ripetano e che i responsabili siano non solo puniti, ma anche educati al rispetto di tutte le forme di vita”.