No all’impianto di estrazione gas a Bomba, si a un parco turistico-naturalistico-sportivo

“Solo seguendo una programmazione concertata e finalizzata, condividendo un unico prioritario obiettivo che dovrebbe tendere al consolidamento di quanto speso nel passato, potremmo  restituire vitalità e linfa nuove a quest’area, dando priorità al lavoro e alle  pari opportunità. Solo così, probabilmente, non canteremo il “de profundis” a un processo di sviluppo iniziato ben 25 anni fa. Mi auguro di avere presto segnali chiari di un vostro intervento teso a riconsiderare il ruolo della Val di Sangro e del Lago di Bomba per l’economia turistica e sociale  e nel rispetto di quanti si sono spesi nel passato per questo territorio”.

È l’appello lanciato da Rosaria Nelli, presidente del Consorzio Valsangro Promotional Tour in una lettera inviata a tutti coloro che possono cambiare l’attuale progetto per un impianto estrattivo di gas a ridosso del del bacino lacustre. La missiva, infatti, è stata indirizzata al Presidente della Giunta Regionale d’Abruzzo, agli assessori  all’Ambiente,  alle Attività produttive al Turismo della Regione Abruzzo; al Presidente e agli assessori all’Ambiente, al Turismo della Provincia di Chieti; al Presidente della Comunità Montana Valsangro; al Sindaco di Bomba; al Presidente di Confcooperative di Chieti; al Presidente della CC.I.AA. di Chieti; al Presidente della Ferrovia Sangritana di Lanciano, ai Consiglieri Regionali ai Deputati e Senatori della Provincia di Chieti.

“Da alcune settimane il lago di Bomba, sul Fiume Sangro, è agli onori della cronaca, ma non certo per le peculiarità della natura che lo circonda o per le attività agonistiche che l’hanno visto più volte protagonista – scrive la Nelli che coinvolge pure il Comitato di Partecipazione Cittadino di Bomba –, ma per un impianto estrattivo e raffineria di Gas Metano a valle del Lago, in prossimità dell’omonima Diga. Rinnovo la preoccupazione espressa anni fa quando venni a conoscenza del programma FOREST. Anche allora scrissi per  richiamare la Vostra attenzione e sensibilizzare nei confronti di un problema serio. L’obiettivo era quello di evitare l’insediamento dell’impianto metanifero, che avrebbe danneggiato sicuramente, l’aspetto turistico-naturalistico-ambientale di tutta l’area. Tutti voi siete a conoscenza del  grande e faticoso impegno profuso dalle cooperative, e dai soci che su questo  territorio si sono impegnati da 25 anni nei settori dei servizi al  turismo per migliorare la qualità della vita (la cooperativa Socialtur ha giusto festeggiato i 25 anni di attività). Tanti i progetti attuati per creare posti di lavoro e per contribuire alla crescita culturale, economica e sociale degli abitanti questa valle. Un lavoro portato avanti non senza sacrifici e che nel corso degli anni ha raggiunto risultati visibili e concreti, arricchendo questo territorio – ha evidenziato il presidente del Consorzio VPT –. Un patrimonio di conoscenze e di progetti che rischia ancora una volta di essere vanificato. Nel settore turistico, abbiamo cercato di individuare e pianificare azioni strategiche capaci di ridare vitalità e dinamismo alle zone interne, valorizzando la cultura, le tradizioni locali, lo sport e il tempo libero.  Nei servizi sociali siamo stati impegnati con i bambini, i giovani e gli anziani sempre con l’obiettivo di  valorizzare accrescere la vivibilità e la qualità dei servizi in un’ area interna. Ora si parla con sempre maggiore insistenza di una “pseudo” raffineria collocata a valle della diga del lago di Bomba. Un insediamento che non è certo l’ideale per le molteplici attività turistiche che vi vengono svolte e che promuoviamo a livello nazionale ed internazionale. La malaugurata presenza di un simile impianto penalizzerebbe fortemente questo territorio che ancora preserva ricchezze naturalistiche e ambientali. Le ripercussioni potrebbero decretare la fine di un lungo e impegnativo progetto di sviluppo socio-economico fondato proprio sul turismo, attraverso la promozione di una natura ancora incontaminata. Con un simile impianto sul territorio e con un conseguente disastroso impatto ambientale, cosa potremmo mai proporre? Saremo costretti a scrivere la parola “fine” a programmi e progetti e ad assistere allo sgretolamento inevitabile di tutta l’opera svolta fino ad oggi.  Siamo, quindi, molto preoccupati, anche perchè tutta l’attività turistica del lago soffre già da tempo di gravi ritardi nel rilancio dello sviluppo, per scelte, non certo adeguate,  di alcuni amministratori locali,  poco attenti a consolidare  un’ importante opera sociale. L’assenza di una progettualità e di un sostegno vero ha penalizzato il rapporto tra pubblico e privato, un rapporto che  da oltre 20 anni è stato il fiore all’occhiello di questa zona. Invece negli ultimi tempi abbiamo dovuto fare i conti con  l’interruzione di una rete di servizi  strategici per le attività turistiche del sistema lago, come,  il Treno della Valle,  fermo da oltre 4 anni, il battello, fermo da 2, nonché la chiusura di alcune strutture ricettive, come il “Villaggio Turistico Pietraspaccata” in località Villa Santa Maria e il “Park Hotel” in località Pietraferrazzana. Con la grande occasione dei XVI^ Giochi del Mediterraneo – Pescara 2009,  pensavamo aver  restituito una nuova speranza alle  imprese e alle associazioni sportive e culturali – evidenzia la Nelli –. Ma non è stato così. Il ritardo nell’assegnazione delle infrastrutture realizzate, abbandonate all’incuria e al disinteresse degli enti preposti, hanno indignato e stanno indignando gli operatori, perché  le stesse  strutture non sono operative con gravi danni al  turismo sportivo. on si può più perdere tempo, occorre fare chiarezza sulle troppe voci che circolano sul destino del lago. La situazione è  davvero difficile, rischia di non riprendersi più se non si interviene concretamente. Basta con le parole, di quelle se ne sono fatte fin troppe in questi anni, ma è ora di passare ai fatti.   Voi Amministratori, chiedo di unire le forze in nome e per conto di tutto il sistema associativo, di attivare tutto quanto è possibile  per evitare la realizzazione dell’impianto estrattivo del gas metano e chiedo soprattutto che venga convocato al più presto un tavolo di lavoro che riconsideri il progetto: un parco turistico-naturalistico e sportivo per il Lago di Bomba e il basso corso del fiume Sangro.