Elezioni comunali 2011 a Lanciano, l’Udc è già pronta

Il tradizionale colpo di cannone spara dalla Torre civica di Lanciano per annunciare il mezzodì. Più in basso, quasi contemporaneamente, in una delle sale dell’accogliente Casa di Conversazione, l’Udc, schierato al gran completo per l’occasione, lancia in un’affollata conferenza stampa i suoi scoppiettanti propositi per riportare “Lanciano al centro”. Già lo slogan lascia intuire quali sono i propositi del partito caro a Pier Ferdinando Casini  per il capoluogo frentano, in vista della prossima tornata elettorale, nella primavera 2011. L’Udc è consapevole della propria forza. I numeri delle recenti elezioni provinciali (come a L’Aquila) e in alcuni centri (come Chieti e Guardiagrele) lo confermano. Anzi, a dire il vero, fanno di questo partito una formazione determinante per i successi del PdL in Abruzzo, tanto nel presente,quanto nel recente passato. Lanciano, poi, ha sempre premiato il partito che è stato fino a qualche tempo fa di Attilio D’Amico e di Felice Paolucci, per citare alcuni degli ultimi importanti big dell’Udc frentana. Chiaro che ora si vogliono confermare le cifre ottenute in Abruzzo anche in una delle roccaforti del partito, che punta, come detto nell’incontro con i giornalisti, al 23 per cento, contro quasi il 16 per cento delle comunali di quattro anni fa.

Ma c’è da lavorare e anche molto per raggiungere questa quota. E il colpo di cannone che si è udito nel bel mezzo della conferenza stampa è arrivato a proposito, come se volesse rafforzare i propositi dell’Udc, decisa a marciare verso quella percentuale. Da sola, o in compagnia. Il messaggio lanciato agli alleati  nel governo è questo: portare a termine i punti del programma grazie al quale Filippo Paolini è stato riconfermato sulla poltrona più importante della città (con il 63 per cento delle preferenze) nelle amministrative del 2006.

Sono stati chiari nei loro interventi il segretario cittadino Giuseppe Di Biase, l’assessore ai lavori Pubblici, Paolo Bomba,  il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio, il capogruppo in regione, Antonimo Menna e il segretario provinciale Angelo Cellini. Innanzitutto c’è da approvare il Piano regolatore generale, atteso da oltre 30 anni. Poi affrontare la questione legata alla Società di Trasformazione Urbana  in piazza D’Amico “che cambierà il volto del centro di Lanciano”, lo spostamento della Fiera, l’edilizia concertata. L’Udc vuol ridare a Lanciano quel ruolo di punto strategico nel territorio. Se non saranno rispettati gi impegni, non è affatto escluso che si presenti all’elettorato da solo. “L’impegno che abbiamo assunto con i cittadini va rispettato – è stato detto –. Noi siamo una forza politica che per tradizione è abituata a governare, rispettosa delle istituzioni e di coloro che vanno alle urne a votare”. Insomma, niente sconti a nessuno.  D’altronde, i rapporti con l’attuale maggioranza sembrano buoni, dopo la tempesta di un anno fa per la mancata indicazione di Paolini a candidato alla presidenza della Provincia. Ma come si dice, meglio prevenire che guarire e quel che è avvenuto in passato potrebbe sempre ripetersi nel futuro. Anzi, per tastare il polso al PdL, l’Udc si è detta disponibile a tenere un confronto con gli ‘alleati’ per strappare loro un impegno preciso.

La conferenza stampa offre il fianco all’argomento del giorno: la realizzazione del nuovo ospedale e la sua localizzazione. “I soldi per fare un nuovo Renzetti ci sono – dice Di Giuseppantonio –. Se fossi il sindaco di questa città, mi darei molto da fare per non perdere questa grande opportunità. Diverso è il discorso di scegliere dove realizzare il nosocomio. Una scelta che deve essere il frutto di un’attenta e oculata analisi che tenga conto di molte cose proprio per poter offrire un servizio che rispondi realmente alle esigente della città e del suo territorio”. “Per questo crediamo che il problema vada affrontato e condiviso con le forze politiche e sociali, con quelle del mondo sanitario – aggiunge il capogruppo in Emiciclo, Antonio Menna –.  E comunque, ogni discorso al momento è prematuro perché va inquadrato nel piano sanitario regionale, che potrebbe portare a radicali cambiamenti nell’attuale mappa ospedaliera abruzzese e, di conseguenza, in quella in provincia di Chieti”.