Il PdL: “La Sasi è una società fuori controllo”

“La Sasi va avanti come se non avesse cervello. Per questo è ora di cambiare, convocare l’assemblea dei sindaci per poter procedere al cambiamento ”.

E’ la sintesi che fa il consigliere regionale Emilio Nasuti per riassumere i comportamenti della società di gestione dell’acqua guidata da Gaetano Pedullà. L’ultimo, in ordine cronologico, il concorso che si sarebbe dovuto tenere in questi giorni, indetto ma poi bloccato. Pare perché non ci sarebbe la copertura finanziaria e il Commissario straordinario dell’Ambito territoriale ottimale,  l’Ing. Massimo Caputi, ha disposto che venisse fermato. Da quel che è stato poi riferito dagli esponenti del PdL nell’incontro di oggi con i media, Pedullà, proprio ieri sera, su questo argomento sarebbe stato messo in minoranza dal suo consiglio di amministrazione. Una situazione ingarbugliata, che non parte certo da oggi. Una serie di azioni che hanno messo di fronte l’uno contro l’altro uomini e partiti. Sull’acqua si è detto e scritto molto in questi anni. Dalle scelte dell’allora Consorzio Acquedottistico del Chietino, allo scontro tra Sasi e Isi, la società che gestisce le reti, che hanno avuto strascichi in tribunale e non ancora giungono a conclusione. Azioni che sono state riepilogate nella conferenza stampa svoltasi oggi nell’ufficio di rappresentanza del vice coordinatore regionale del PdL, Fabrizio Di Stefano e alla quale hanno preso parte il sindaco di Lanciano, Filippo Paolini, il vice presidente della Provincia e sindaco di Fara San Martino, Antonio Tavani e il capogruppo consiliare del PdL, Umberto Di Francescantonio. Mancava il solo senatore, trattenuto da impegni, ma la sua assenza non si è avvertita di certo: vuoi per la una gigantografia che faceva bella mostra nella sala dove si è tenuto l’incontro con i giornalisti, vuoi anche per un comunicato stampa al quale Di Stefano ha affidato il suo pensiero in proposito. “Dopo aver avuto la drammatica esperienza dell’Aca, a Pescara, adesso stiamo assistendo a dei nuovi emuli nella Sasi SpA: La nostra speranza – dice il vice coordinatore abruzzese del Pdl – che i vertici dell’ente rinsaviscano e vadano oltre, su questa strada. Appare assurdo come dopo l’intervento dell’Adusbef la dirigenza della Sasi continui ad andare avanti, anche con ricadute per i comuni di competenza. Questo conferma la validità dell’azione del Governo di coinvolgere nella gestione della risorsa idrica soggetti privati”.

Per conto suo Nasuti, ex sindaco di Castel Frentano e attualmente presidente della Commissione Bilancio della Regione Abruzzo, ha rimarcato come “il cda della Sasi agisca ormai incurante di qualunque richiamo, che pure viene fatto a vari livelli. Per invitare i candidati al concorso sono state inviate 2400 raccomandate; organizzazione e servizi della prova sono stata affidati ad una società; per avvisare che il concorso non si teneva più sono state spedite altre 2400 raccomandate. Insomma, un pasticcio dietro l’altro. E tutto, per aver eluso una dettagliata lettera che il commissario dell’Ato aveva inviato alla Sasi per avvertirla che la prova non poteva tenersi. Adesso basta, non foss’altro per il rispetto dei cittadini-utenti”.  

“E’ una società che era nella legge, ma che ora è fuori legge – tuona Tavani -. Ha aumentato le tariffe del 13 per cento quando non poteva e ha deciso che la tariffa fosse applicata in modo retroattivo; i suoi bilanci sono discutibili, tanto che abbiamo dovuto chiedere l’intervento della magistratura; è una società pubblica, che impedisce al pubblico di controllare quel che fa; non ha adeguato a tre il numero dei suoi membri nel cda, come da legge. Ma non è tornata nemmeno a 5, sostituendo il consigliere di missionario (Cirulli, che ha lasciato un anno e mezzo fa, ndr). Insomma, è una società che va avanti fuori da ogni regola e da ogni controllo”.

Paolini, dal canto suo, si è rivolto direttamente a Pedullà, con il quale si è dovuto cimentare per conquistare (2 volte) la poltrona di sindaco. “Deve prendere atto della situazione e indire l’assemblea dei sindaci. Non può più andare avanti così. Noi come comune l’abbiamo sollecitata in più d’una occasione, ma non abbiamo mai avuto alcuna risposta”.