Ortona, aperta dal Prefetto di Chieti la Settimana della Cultura

 “La nostra Costituzione ancora oggi è ritenuta un’alta sintesi delle maggiori culture politiche della nostra nazione. Una sintesi di valori, principi e norme che seppe farsi interprete della speranza di un popolo che desiderava darsi un futuro di pace e prosperità, all’interno di una nuova Europa, dopo le sofferenze e le umiliazioni di una lunga dittatura e le immani devastazioni e distruzioni di una guerra terribile”.

Così il prefetto, Vincenzo Greco, ha ricordato la nascita della Costituzione in occasione dell’inaugurazione, questa mattina, della Settimana della Cultura (16 al 25 aprile) e della mostra dal titolo “1938-1948 dalle leggi razziali alla Costituzione”, organizzate dalla biblioteca comunale e dal Museo della Battaglia in collaborazione con l’Archivio di Stato di Chieti e la casa editrice Tinari.

Nell’incontro con le scuole e con i cittadini il prefetto ha ribadito che «l’obiettivo di un evento come questo è quello di un recupero della memoria storica delle nostre radici e occasione per approfondire, anche in ambito locale, i fatti che hanno determinato e accompagnato la nascita della Repubblica Italiana e l’emanazione della nostra Costituzione».

La mostra curata dal direttore dell’Archivio di Stato di Chieti, Miria Ciarma, ripercorre infatti dieci anni di vicende tragiche e dolorose che segnarono la storia di Chieti e della sua provincia dall’avvio nel 1938 del corpus legislativo fascista fino alla nascita della Costituzione e della sua promulgazione, attraverso documenti appartenenti ai fondi del Partito Nazionale Fascista e della Prefettura conservati presso l’Archivio di Stato.

Il prefetto ha poi concluso il suo intervento ricordando che «lo spirito della Costituzione si identifica con il riconoscimento dell’altro di una persona uguale a noi, con la stessa dignità, gli stessi diritti». «Siamo cittadini liberi, la libertà è componente essenziale della recente nostra storia democratica. Ma libertà vuol dire anche necessità di maturare uno spirito critico, di capire, di conoscere per decidere responsabilmente, non dimentichiamolo mai».

“La mostra e gli argomenti affrontati durante la settimana della cultura – ha sottolineato il sindaco Nicola Fratino- ben si coniugano con la storia di questa città. Una comunità, quella ortonese, che ha pagato il suo prezzo, in termini di vite umane con 1314 vittime civili e in termini di distruzione con l’80% del suo patrimonio urbanistico, durante i terribili anni che hanno visto il nostro Paese sconvolto dalla II Guerra Mondiale”.

La giornata è terminata con la presentazione del volume “Chieti e la sua Provincia. Fascismo-Chiesa-Occupazione Germanica – 1929-1944” di Filippo Paziente.  Il libro fornisce un innovativo contributo alla conoscenza della storia sociale e politica della provincia di Chieti dal Concordato alla Liberazione. L’impegno revisionista è concentrato principalmente sulla ricostruzione degli eventi del capoluogo durante l’occupazione tedesca. Una particolare attenzione è rivolta alla coraggiosa e infaticabile attività dell’arcivescovo Giuseppe Venturi e alla vicenda di Chieti “città aperta”, la cui ricostruzione è ferma all’opera agiografica, discutibile e mai oppugnata, di Angelo Meloni. Sono già oltre 300 i ragazzi, provenienti da tutto il territorio regionale,  prenotati  al Museo della Battaglia di Ortona per visitare la mostra e per approfondire il tema. Il prossimo appuntamento della Settimana della Cultura è per venerdì 23 aprile alle ore 11.00 nella biblioteca comunale, in cui sarà firmata l’intesa di continuità didattica tra il servizio Centro Interativo Prima Infanzia (Cipì) e 1° Circolo Didattico Ortona. Mentre alle ore 17 al polo Eden ci sarà la presentazione del volume “Secondo i nostri interessi. Alleati e resistenza nella documentazione dell’Allied Control Commission” di Nicola Palombaro con la partecipazione dello storico Mauro Canali.