Chiodi: “La Regione non vuole che l’Abruzzo diventi un distretto petrolifero”

“Sul problema della petrolizzazione c’é massima trasparenza e fermezza ma la sensazione è che si stia volutamente generando una gran confusione. Il Pd continua a mistificare tra la produzione di energia e la lavorazione ed estrazione degli idrocarburi liquidi (olio combustibile e suoi derivati)”.

Il Presidente della Regione Gianni Chiodi, ripercorre il cammino seguiti sin qui dalla Regione e precisa la posizione del suo governo in merito al tema della petrolizzazione e ribadisce la volontà di rendere i cittadini protagonisti delle scelte di sviluppo economico e sociale del territorio. Puntualizzazione che avvengono all’indomani della manifestazione di domani a San Vito Marina, che porterà ad una marcia, organizzata da oltre 60 associazione ambientaliste, lungo l’ex tracciato della linea ferroviaria adriatica. A proposito di ex tracciato, si registra l’intervento di Luciano Lapenna, sindaco di Vasto, il comune del Chietino su cui è presente la parte più estesa dei relitti ferroviari della linea adriatica della provincia. “Le Ferrovie dello Stato valutano 50 milioni di euro il tracciato dismesso della tratta adriatica del Chietino: se la Regione non fa chiarezza su reperimento dei fondi, rischia di restare lettera morta il progetto della cosiddetta ‘via verde’ della Costa Teatina. Da anni le amministrazioni comunali – aggiunge Lapenna – si battono per l’acquisizione dei terreni, ma da soli non ce la faranno mai. Fuori misura le richieste economiche delle Ferrovie. La Regione non si fa viva, mentre la Provincia di Chieti, al di là delle dichiarazioni di intenti, non ha fino ad ora prospettato alcuna soluzione al problema”.

Dalla dismissione della vecchia linea, nell’estate 2005, i comuni costieri vogliono realizzare un percorso verde là dove correvano i binari, un sentiero attrezzato ciclopedonale che, da San Salvo Marina arrivi fino a Francavilla al Mare. Le idee ci sono, mancano i soldi.

Per tornare all’intervento del presidente Chiodi, il governatore parte da un ricordo: “Fu proprio l’amministrazione di centro sinistra, dal 2005 al 2008, ad autorizzare il centro Oli di Ortona, con il parere favorevole della Provincia di Chieti, e di converso vietò con legge regionale su proposta del consigliere Camillo D’Alessandro l’installazione di pannelli fotovoltaici a meno di 500 metri dalle abitazioni e quindi anche sui tetti delle stesse, ridicolizzando la posizione della Regione Abruzzo a livello europeo. Lo stesso Governo – aggiunge Chiodi – tornò sui suoi passi e con due leggi regionali tentò di bloccare il Centro Olii di Ortona ma entrambe vennero dichiarate incostituzionali. La stessa amministrazione, inoltre, non è riuscita, a causa di conflitti interni, ad approvare neppure il piano energetico regionale. Dunque, il Pd non deve insegnarci nulla. Ci faccia lavorare in pace. In questi 14 mesi abbiamo approvato un piano energetico regionale che vieta la produzione di energia elettrica in Abruzzo dalla combustione di idrocarburi liquidi e suoi derivati mentre valorizza la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con l’obiettivo di arrivare al 2015 alla copertura dei bisogni almeno al 51 per cento come ho già più volte dichiarato. Inoltre, – ha proseguito il Presidente – abbiamo approvato una nuova legge regionale che vieta l’estrazione e la lavorazione di idrocarburi liquidi chiara e netta sull’obiettivo. La legge di recente è stata osservata dal Governo per cui ci siamo costituiti davanti alla Corte costituzionale per difenderla ma, nello stesso tempo, abbiamo aperto un tavolo ufficiale dove siedono tecnici regionali, del Ministero dello sviluppo economico e delle Politiche regionali per condividere un testo di legge che rispetti gli obiettivi di questa giunta che sono appunto quelli del divieto di estrazione e lavorazione degli idrocarburi liquidi nel territorio abruzzese e che sia rispettosa della Costituzione. In questi termini – ha concluso- i tecnici regionali che partecipano al tavolo hanno già relazionato in sede di Giunta tenendo costantemente informato il governo regionale sull’avanzamento dei lavori e presto la proposta sarà sottoposta alla valutazione del Consiglio. Dunque, – conclude il Presidente – nessun accordo segreto come fantasiosamente ipotizzato da qualcuno ma un lavoro vero e intenso a contrasto della petrolizzazione del territorio abruzzese”.