Sasso, Di Campli e Vinciguerra: “Il Prg di Lanciano fa acqua da tutte le parti”

“Sapete qual è il problema più grande? Se il Piano regolatore fosse approvato si rischia che il giorno dopo, un cittadino tra quelli che hanno presentato una delle tante osservazioni, proponga ricorso e il Prg sarà bloccato, non potrà essere operativo. Il motivo? Si naviga a vista, senza una rotta precisa e senza che qualcuno sappia interpretare le poche carte nautiche in suo possesso. E tutto dopo aver messo i motori al massimo”.

Quel ‘qualcuno’ per Pasquale Sasso, Valentino Di Campli e Pier Luigi Vinciguerra, esponenti d’opposizione in consiglio comunale, altri non sono che i rappresentanti della maggioranza.

In una conferenza stampa, convocata in gran fretta all’indomani dell’ultima riunione della Commissione Urbanistica, Sasso, Di Campli e Vinciguerra hanno relazionato i media delle tante strane e sospettose manovre del centro destra in sede di Commissione, tutte tese ad aggirare le procedure che riguardano le 700 osservazioni proposte dai cittadini (30 delle quali dall’ufficio Urbanistico) per portare in aula, in gran fretta, il piano e approvarlo. In quella sede i numeri e la limitatezza, da regolamento, nella durata degli interventi, restringeranno, inevitabilmente, l’azione della minoranza e il Prg verrebbe varato senza intoppi.

“Tutto in barba ai cittadini – dicono i tre consiglieri nella sede del Pd del Lanciano, alla prsenza, tra gli altri del segretario cittadino del partito, Leo Marongiu-. Abbiamo chiesto copie delle planimetrie a colori delle aree soggette a osservazioni, perché potessimo constatare lo stato dei luoghi prima e dopo le modifiche richieste. Ci è stato detto che non sarebbe stato possibile perché non ci sono fondi. Desidereremmo che la discussione sull’approvazione del Prg in consiglio fosse seguita in diretta televisiva dai cittadini: ci è stato detto di no. Inoltre, abbiamo domandato che le osservazioni, una alla volta, fossero esaminate in Commissione prima di andare in assemblea. La risposta è stata che secondo il parere del segretario generale – un amministrativo, che si pronuncia su una questione puramente politica -, non è opportuno votare per due volte sulla stessa questione. Quindi, basterà portarle all’esame dell’assemblea, dove si metterà in pratica quel che abbiamo spiegato. Ma la nostra richiesta ha un fondamento: vogliamo che tutti i cittadini abbiano una risposta sicura, seria e a norma, evitando che s’accontenti qualcuno a discapito di altri. Per questo affermiamo che la documentazione va esaminata in Commissione e quando sarà licenziata da questa, passerà in aula per poter essere di nuovo esaminata, approvato o respinta. Loro si oppongono senza aver dato un criterio da seguire per l’esame delle pratiche. Ci hanno provato, ma poi hanno cambiato. Ci hanno consegnato finora solo dei compact disc dai quali è problematico fare raffronti e individuare bene le zone sulle quali si interviene. Dopo 16 mesi dall’adozione (la notte della Squilla, nel dicembre 2008), Venerdì Santo ci hanno consegnato il primo CD e il calendario date delle riunioni della Commissione: due volte la settimana, con pochi giorni da un incontro e l’altro e tempo limitato per visionare le carte. Nessuna traccia del Progetto Strategico del Basso Sangro, il primo studio che avrebbero dovuto fare. Senza contare poi, come avvenuto di recente, che in una riunione della Commissione, pur aperta, non si avesse il numero legale: c’erano solo due consiglieri di maggioranza e due dell’opposizione. Quando abbiamo chiesto la verifica dei presenti, ci è stato risposto che forse sarebbe stato meglio sospendere per un po’ la seduta… Nella riunione di ieri della Commissione, ci è stato dato un altro CD: lunedì e martedì torneremo a vederci e dovremo sapere cosa contiene questo compact disc. La verità è che cercano di fuggire dal confronto e quando sono colti in fallo, dimostrano pressapochismo, o peggio, l’assoluta ignoranza in materia urbanistica. C’è un’altra chiave di lettura: esistono dei problemi nella maggioranza, che diventano sempre più grandi ogni giorno di più. L’Udc, che pure ha collaborato ed è stata alleata nella costruzione del Prg, inizia a prendere le distanze da Paolini e dai suoi. C’è scontento pure tra qualche consigliere del PdL: certo, anche se non sono d’accordo su tante cose, alla fine dovranno votare il piano per ordine di scuderia. Insomma, invece di dare delle risposte certe alla città, che da 30 anni aspetta di poter ridare ordine al suo territorio, il piano rischia di creare problemi. Anzi, di non poter essere operativo affatto. E Lanciano resterà ferma ancora chissà quanto, proseguendo nella sua caduta verso il basso”.