Arrestato il progettista della “Mare e Monti” nel pescarese

L’ingegnere Carlo Strassil, 63 anni , progettista della S.S 81 meglio nota come “Mare e Monti”, un’arteria stradale che avrebbe dovuto collega Pescara con l’area vestina, è stato arrestato all’alba dal personale del Corpo Forestale dello Stato in esecuzione all’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Pescara Luca De Ninis.  L’arrestato, condotto presso la casa circondariale di Regina Coeli, è a disposizione dell’Autorita’ Giudiziaria. 

L’indagine “Mare e Monti” diretta dal Pm, Gennaro Varone, con l’ausilio degli uomini del Corpo Forestale agli ordini di Guido Conti, ha mosso i suoi primi passi nel 2008 con il sequestro del tratto di Statale 81 realizzato, senza le necessarie autorizzazioni, all’interno dei confini della Riserva Naturale del Lago di Penne. Da quel momento, l’attività del Corpo Forestale dello Stato ha portato all’accertamento di svariate ipotesi di reato contro la Pubblica Amministrazione, commessi fin dal 2000 anno della prima gara di appalto per la realizzazione del tratto stradale. Oltre all’arresto di Strassil, risultano indagate altre undici persone tra ex amministratori, tecnici, imprenditori, funzionari ministeriali e pubblici, per vari reati tra cui concussione, corruzione, falso ideologico, abuso d’ufficio, truffa aggravata, peculato ed altre violazioni penali a leggi speciali ambientali. Il Corpo Forestale dello Stato ha applicato ulteriori misure cautelari con il sequestro preventivo di beni ed immobili per una somma totale pari a circa 3.500.000 euro che sarebbero le somme derivanti dagli illeciti commessi e dai percepimenti ottenuti in maniera illegale. I sequestri sono stati eseguiti in Abruzzo e nel Lazio. Complessivamente sono dodici gli indagati nell’ambito dell’inchiesta. Oltre all’arrestato ci sono gli imprenditori Carlo, Alfonso e Paolo Toto e Fabio De Santis, quest’ultimo arrestato a Firenze nell’ambito dell’inchiesta sul G8 della Maddalena. Strassil, peraltro, e’ anche consulente per la ricostruzione post-terremoto dell’Aquila e del G8 della Maddalena. Alla “Toto Costruzione Spa” sono stati sequestrati 2 milioni di euro, a Strassil un milione di euro e 170 mila euro alla società “Archingroup” riconducibile a Strassil e 200 mila euro alla società “R&L” del figlio. Tra gli altri indagati figurano anche l’ex presidente della Provincia di Pescara, Luciano D’Alfonso, già sindaco di Pescara, e Valeria Olivieri, commissario straordinario. Le accuse a vario titolo sono di corruzione e truffa, mentre D’Alfonso deve rispondere solo di concorso in truffa. Per l’accusa l’ex presidente della Provincia di Pescara sarebbe stato il referente politico dei Toto. L’inchiesta riguarda un arco di tempo che va dal 2001 al 2008.

Secondo l’accusa l’ing. Strassil avrebbe svolto un ruolo di intermediazione tra i pubblici ufficiali e l’impresa toto. In sostanza l’appalto per la realizzazione della statale “Mare-Monti” sarebbe stato stravolto in modo da renderlo economicamente più vantaggioso per l’impresa Toto. A Toto sarebbe stato riconosciuto anche un risarcimento per “fermo cantiere” par a due milioni di euro. Sempre secondo l’accusa gli atti pubblici e quindi anche il progetto rivisto sono stati redatti direttamente dall’impresa Toto che mediante Strassil sono stati firmati dai pubblici ufficiali. Per questa attività Strassil si è autoliquidato oltre 3 milioni di euro.