D’Amico (Pd) chiede a Di Giuseppantonio maggiori impegni per difendere il lavoro nel chietino

Convocare singolarmente le aziende in CIGS e comprendere la situazione di ognuna rispetto a programmi produttivi attuali  e futuri; sentire le OO.SS. in maniera  più  costante e continuativa,  affinché  possano avere anch’esse un quadro di riferimento più ampio, chiaro e complessivo di quanto già abbiano.

Queste, secondo il capogruppo del Pd in Consiglio provinciale, Camillo D’Amico, sono le mosse da compiere nell’immediato per affrontare l’emergenza lavoro nella provincia di Chieti. E’ un suggerimento che D’Amico fa al Presidente, Enrico Di Giuseppantonio, per poter essere a ccanto a coloro che si trovano in grande difficoltà.

“… Bisogna creare un cordone sanitario a tutela dell’occupazione nella nostra regione – ricorda di un intervento di Di Giuseppantonio, il capogruppo del Pd -. E’ una cosa assolutamente onesta e condivisibile che va riempita di contenuto, anche immediato, con iniziative serie, partecipate ed  incisive. L’elenco delle aziende in difficoltà è lungo, soprattutto nel prevalente settore metalmeccanico, ed i numeri dei lavoratori coinvolti allarmante. Alcune – elenca D’Amico – come Honeweyl, Robotec, Honda, GirSud, San Marco,  ect., oltre  ad aver fatto ricorso alla CIGS, hanno aperto anche  le procedure di mobilità volontaria;  altre come la Cor Tubi, le Industrie Atessa, la Samputensili, hanno avviato le procedure di mobilità per chiusura  degli stabilimenti  e delle attività  produttive. I numeri relativi ai lavoratori,  se non ci saranno buone nuove a breve, si aggirerà tra i 10 – 12 mila entro fine anno 2010. Converrà con me – dice ancora esponente del centro sinistra – che è necessario intervenire con assoluta immediatezza, che la buona volontà non è più sufficiente, nonostante le reiterate dichiarazioni di vicinanza e solidarietà ventilate più volte a lavoratori ed imprese. Dopo il consiglio provinciale  del 18 dicembre 2009 ben poco è stato attuato,  se non la proposta di costituzione del “CNEL”  provinciale,  ancora da approvare e costituire. Relativamente al comparto edilizio anche l’ente può fare molto   se solo si avviassero i lavori pubblici che da tempo attendono e di cui c’è la disponibilità finanziaria. Infine, in considerazione che il costo dell’energia è uno dei più elevati  le aziende debbano sopportare e della contestuale presenza sul nostro territorio della turbogas di Gissi che farà risultare la nostra regione “esportatrice” in termini assoluti rispetto ai propri fabbisogni, è il caso che ci sia un deciso intervento presso la Regione Abruzzo  affinché,  per il tramite di precisi protocollo d’intesa  da sottoscrivere con i consorzi industriali, si possa fornire   la corrente elettrica  a più basso costo”.