Rientrati a Lanciano accompagnatori e studenti dell’Itis bloccati a Londra

Sono rientrati a Lanciano, questa sera, poco prima delle ore 20, ventisette dei 40, tra docenti e studenti, dell’Istituto Tecnico Industriale Leonardo da Vinci di Lanciano, bloccati a Londra a causa dell’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull. Altri 13 componenti del gruppo raggiungeranno il capoluogo frentano nelle prime ore di questa notte. Si conclude nel migliore dei modi un’avventura che ha messo a dura prova famiglie, studenti, i loro accompagnatori e quanti da qui hanno lavorato per riportare a casa gli alunni della 4B Meccanica, 4B Elettronica, della 4A e 4B del Liceo Scientifico Tecnologico. Un lavoro portato avanti in sinergia, frutto del casuale incontro nel bel mezzo dell’emergenza tra la Di Fonzo Viaggi e la società di autolinee Holiday bus, di Oliviero Mazziotti. E i risultati sono stati soddisfacenti, considerando come sono andate le cose a centinaia di migliaia di turisti in Gran Bretagna e in altre località europee.

Ma andiamo per ordine. Le classi dell’Itis di Lanciano, s’imbarcano per Londra mercoledì scorso su un volo Rayanair, da Pescara. Arrivano nella capitale inglese proprio mentre in Islanda inizia a  sollevarsi una densa nuvola di cenere, sprigionata dal vulcano dal nome impronunciabile: Eyjafjallajokull. L’eruzione è violenta e ben presto la nuvola si fa gigantesca. I venti la portano fin sopra la Gran Bretagna e a quel punto viene deciso il blocco degli aerei. Gli aeroporti vengono chiusi, compreso quello di Stansted dal quale, domenica mattina, i 40 tra accompagnatori e studenti debbono ripartire alla volta dell’Abruzzo. Per loro ha inizio l’odissea. L’agenzia di Lanciano della Di Fonzo Viaggi, che ha organizzato la gita, si attiva immediatamente. Riesce a bloccare l’hotel dove il gruppo è alloggiato e poi, nonostante la giornata festiva, inizia una febbrile caccia ai mezzi che via terra possono garantire il rientro. Si cerca, ma non si trova, anche perché lo stop dei voli lascia ferme sull’Isola centinaia di turisti. C’è da attraversare la Manica. La situazione diventa sempre più difficile ora dopo ora. Si contatta anche l’Unità di Crisi della Farnesina, che indica in una società di trasporto londinese una soluzione. Lunedì mattina si tiene anche un summit presso il Leonardo da Vinci al quale oltre alla Di Fonzo, prendono parte docenti e genitori. La trattativa corre sul filo del telefono, da Lanciano a Londra, con gli accompagnatori, che si dimostreranno preziosi nel loro ruolo, che fanno la spola da una parte e l’altra della capitale inglese. E non solo. Debbono tenere alto il morale del gruppo e delle loro famiglie. Il tentativo naufraga: tantissime sono le richieste sul posto che quella società riceve, per cui diventa praticamente impossibile dare garanzie ad altri. Allora si tenta con il Consolato Italiano. Niente anche lì. Si studia la soluzione di mandare un bus da Lanciano, ma i tempi di percorrenza sono tali che occorrerebbero troppi giorni, senza contare le difficoltà del traghettamento da Calais a Dover: ore d’attesa senza alcuna certezza di raggiungere l’Inghilterra in tempi brevi. Come capita in questi casi, le voci si rincorrono ad altre e alimentano le speranze. Impossibile non seguirle. Poi, all’improvviso il colpo di scena: si viene a sapere che un autobus ha lasciato Roma con un gruppo di turisti irlandesi, diretto a Londra. Si tratta di una società con la quale la Holiday Bus collabora, che una volta portati a destinazione i turisti è disponibile a rimpatriare il gruppo dell’Itis. La notizia rimbalza alla Di Fonzo e si organizza il rientro di un primo scaglione. Gli altri 13, ieri, riescono a trovare posto su uno dei mezzi che, nel frattempo, il Consolato Italiano di Londra riesce a organizzare, con destinazione Milano Malpensa. Lì, nel pomeriggio, sono stati raggiunti da un bus della autolinee Di Fonzo, che li sta riportando a Lanciano.