Attivo regionale della UilM sulla crisi. E la Sevel annuncia cig a maggio

La data per l’Attivo Regionale della UilM e il luogo – la sala convegni dell’hotel Villa Medici, a Rocca San Giovanni – non sono stati scelti a caso: poco più a valle, le industrie del Sangro, tra le più grandi della regione, vivono ancora sulla propria pelle una crisi difficile e complicata, soprattutto perché, come la definisce Nicola Manzi, segretario provinciale di Chieti e Coordinatore regionale, si è entrati nella seconda fase, la più pericolosa per l’occupazione. Una crisi che per l’Abruzzo non è di oggi, ma parte dal 2000, accentuatisi poi con il terremoto nell’aquilano. Il tema affrontato nell’incontro: “I metalmeccanici della Uilm Abruzzo sulla crisi occupazionale e produttiva” ha consentito ai relatori – i segretari delle quattro province: Di Girolamo per Teramo, Pagliani per L’Aquila, Piersante per Pescara e il neo segretario generale Rocco Palombella -, di tracciare un quadro della realtà abruzzese. Ed è toccato proprio a Manzi fare un riepilogo. “Quella di oggi è una nelle prime riunioni che si tengono nel chietino e ci permette di fare il punto, ricordando che la prima vera crisi nella nostra regione va fatta risalire ad anni fa: il Polo elettronico aquilano. Cervelli, alta tecnologia e aziende sono state smantellate. Da lì è iniziata l’emorragia che non si è più arrestata. Alcune cifre – elenca Manzi -: dal 2000 al 2007, il Pil abruzzese ha avuto una crescita pari allo zero. Nel 2008 la crisi del settore auto e della componentistica nel settore metalmeccanico ha aggravato il quadro. Il ricorso alla cassa integrazione ordinaria ha impazzato ovunque. Sembrava che bastassero gli incentivi per far tenere le piccole e medie fabbriche. Ma l’onda è andata oltre ed ha colpito anche la Sevel, per numeri la più importante azienda d’Abruzzo. A settembre di quell’anno, dopo 28 anni di crescita, il trend della casa che realizza il Ducato si è fermato. Poche settimane prima ragionavamo sugli straordinari, eravamo attorno a un tavolo per incrementare la produzione. Invece, tutto è cambiato e da allora con la casa torinese solo silenzi e comunicazioni epistolari. Sevel da una parte ma anche tante piccole realtà: nel 2009, ci siamo trovati con meno 25 mila posti di lavoro. Adesso ci troviamo ad affrontare un’altra realtà, quella fase due di cui accennavo più sopra: finisce la cig straordinaria e si passa alla mobilità, fenomeno adesso inizia a interessare le aziende medio grandi: come la San Marco, azienda storica della nostra provincia e della regione, con 200 posti di lavoro a rischio. Come la Cor Tubi Sud, sul nostro territorio da 28 anni che ha aperto le trattative per cessare le attività e 33 lavoratori potrebbero restare fuori dal mercato. Ieri poi, dopo un incontro la CS di Atessa, che realizzi sedili per il Dublo e che ha due stabilimenti, uno a Cassino e uno in Sangro con 28 occupati, ci ha comunicato che, nonostante abbia ancora 27 settimane di cig ordinaria, avvierà la procedura di mobilità. Licenziamenti, dopo che lo stabilimento di Atessa ha sopportato gli investimenti fatti a Cassino. Un colpo basso”.

Insomma, gli ammortizzatori finiranno e la Uil si prepara al domani. Il primo appuntamento è fissato per il 29 aprile prossimo, quando in Abruzzo arriverà il segretario nazionale, Angeletti. In quella occasione sarà presentato il progetto di rilancio della regione, ferma da troppi anni su stessa. Perché quel che manca è la programmazione, che si destinino gli incentivi per l’innovazione.

“Stiamo mettendo a punto un progetto che vede coinvolti tutti. A cominciare dalla politica. La regione deve sbloccare i fondi Fas – dicono in Attivo – Lavoreremo perché l’indotto della componentistica passi dal 15 al 60 per cento di quanto prodotto dallo stabilimento e questo farà  respirare le nostre industrie”.

E mentre si discute di strategie, del nuovo piano presentato dalla Fiat, la realtà, quella dura della crisi, bussa e entra in sala. Arriva la notizia che la Sevel, con ogni probabilità, farà ricorso alla cig nel prossimo mese di maggio.  

Nel suo intervento, il neo segretario nazionale dei metalmeccanici della Uil, Palombella, dopo aver designato la situazione nazionale, soffermandosi soprattutto sullo stabilimento di Termini Imerese, ha affrontato le prosepettive legate alla Sevel, alla luce del piano di sviluppo presentato l’altro ieri a Torino dall’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchiorre. “Il piano prevede che ad Atessa saranno realizzati poco meno di 250 mila Ducato, un pò meno rispetto alla produzione che la Sevel fece registrare nel 2008, ma tutto sommato, in considerazione della crisi che investito altre realtà nazionali, possiamo definirla, per il momento, una prospettiva accettabile. Soprattutto perché non vengono toccatigli attuali livelli occupazionali. Ci riserviamo di discutere concretamente con i vertici del gruppo Fiat di questi e di altri aspetti perché siamo convinti che la ripresa di questa regioni passi per il Sangro”.