Dall’Abruzzo si seguono le migrazioni del Fratino

“Fratini con lo…zaino”: i primi fratini al mondo, una specie di uccelli, sono stati marcati in Abruzzo con anelli colorati e geolocalizzatori, una nuova tecnologia che, con l’uso di sensori miniaturizzati, sta rivoluzionando le conoscenze sulla migrazione degli animali. L’innovativo progetto di ricerca scientifica, che vede coinvolti l’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale, il WWF e la Stazione Ornitologica Abruzzese, è stato presentato oggi in una conferenza stampa svoltasi in maniera simbolica presso una delle quattro nuove aree marine protette italiane istituite ad aprile dal Ministero dell’Ambiente, quella della Torre del Cerrano, a Pineto e Silvi in Provincia di Teramo. Dichiara Lorenzo Serra, ricercatore dell’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale: “Le nuove tecnologie, che hanno portato alla miniaturizzazione degli strumenti di geolocalizzazione, stanno rivoluzionando lo studio della biologia e dell’ecologia degli animali e degli uccelli in particolare. I geolocalizzatori realizzati dalla Stazione ornitologica Svizzera di Sempach pesano meno di un grammo e possono essere usati per marcare specie del peso di poco piu’ di 20 grammi. Finora i dati sulla migrazione dei piccoli uccelli derivavano dall’inanellamento attraverso l’analisi delle ricatture di individui marcati ed era generalmente possibile solo unire le due localita’ di marcaggio e ricattura, senza poter conoscere esattamente il percorso seguito. Ora, invece, basta dotare gli uccelli, come il Fratino, di questi sensori per descrivere con buona approssimazione le aree frequentate anche al di fuori del periodo riproduttivo. I dati che abbiamo finora dall’inanellamento ci dicono che i fratini svernano nel Mediterraneo e lungo le coste Atlantiche dell’Africa, ma non sappiamo bene in quali aree ed in quali proporzioni. Questo innovativo progetto, condotto in collaborazione con i volontari della SOA e del WWF, riuscira’ a dare risposte utili per la conservazione di questa specie, localizzando le aree di sosta, migrazione e svernamento delle popolazioni italiane”.