Il Pd: “Sulla Sasi polemiche strumentali. La società è sana e la si vuol privatizare”

Per cercare in prestito al calcio ruoli e zone di campo, c’è subito da dire che in difesa della Sasi e del suo cda il Pd ha schiarto i migliori centrali del momento: il capogruppo in consiglio regionale Camillo D’Alessandro, il segretario regionale Silvio Paolucci e il segretario provinciale, Camillo Di Giuseppe. Nella sede del capogruppo regionale, in corso Trento e Trieste, a Lanciano, anche il segretario cittadino Leo Marongiu. Ma non si è trattato di una difesa d’ufficio, quanto invece di un’azione di ripartenza, dritta nell’area avversaria. La Sasi, presieduta da Gaetano Pedullà chiude per il secondo anno consecutivo in attivo e tanto basta per rispedire al mittente (al centro destra, per l’esattezza) le insinuazioni che hanno colpito in questi ultimi giorni la società di gestione delle acque. “La realtà è un’altra – dice subito D’Alessandro -: siamo di fronte a mistificazioni prive di fondamento per procedere spediti verso la privatizzazione dell’ente. Una società che chiude in attivo è sempre apprezzata sul mercato. E che si sia imboccata questa strada lo conferma pure il fatto che noi siamo d’accordo al rinnovo del consiglio d’amministrazione della Sasi: chi invece ha fermato l’inziativa sono proprio quei sindaci che oggi, più degli altri protestano, cioè i primi cittadini di Lanciano, di Castel Frentano e lo zelante sindaco di Fara San Martino”.

“Noi siamo disponibili a qualunque discorso teso a migliorare i servizi nell’interesse esclusivo dei cittadini – dice Paolucci -. Le accuse lanciante dal centro destra non reggono: casomai, invece di parlare di Sasi, il Pdl si adopero per lo scioglimento della Isi (la società del patrimonio, ndr), una società fantasma, con un cda scaduto da anni”.

E poi sul concorso iniziato qualche giorno fa e poi interrotto. “Per forza – aggiunge D’Alessandro -. L’Ato non ha potuto farlo proseguire e si è preferito fermarlo per evitare che subito dopo assistessimo a un via vai di ricorsi. Un concorso bandito 2 anni fa ma mai nessuno dell’attuale maggioranza ha fatto rilievi sulle procedure”.

“È una campagna demagogica, fine a se stessa – sostiene da parte sua il segretario provinciale Di Giuseppe –. Il Pd insieme ai suoi sindaci che sono in assemblea, valuterà se procedere al rinnovo del cda della Sasi o confermare gli attuali membri”.