Tavola rotonda europea sull’educazione di comunità a Charleroi e Mons

Nell’ambito della progetto europeo “Charleroi città educativa” promosso dalla città belga in cooperazione con altri otto Paesi dell’Unione, tra cui l’Italia, si stanno svolgendo in questi giorni proprio a Charleroi e Mons degli incontri tecnici tra i diversi partners per lo scambio di informazioni e di esperienze. L’Abruzzo è rappresentato dall’EAS n.28 “Ortonese” con la Dott.ssa Dasantila Hoxa, coordinatore del Centro Servizi Immigrati del Comune di Ortona e referente del protocollo d’intesa con il “Centro Studi e azione pedagogica R.Laporta”. Proprio del percorso avviato tra l’Eas e il Centro, per fornire alle scuole del territorio dell’ambito interventi di formazione e aggiornamento dei docenti in materia di accoglienza e pedagogia interculturale, relazionerà la Hoxa portando anche i risultati degli incontri già svolti. In particolare sarà riportata la mission del protocollo d’intesa che parla di una pedagogia di comunità che sappia educare il territorio all’accoglienza, all’inclusione, alla solidarietà e alla coesione sociale nonché al rispetto del pluralismo dei punti di vista dei diversi attori: dalla scuola alle famiglie passando per il mondo associativo e dell’economia. Le tavole rotonde previste nel forum europeo saranno seguite da visite formative nelle scuole di Charleoroi e Mons per prendere contatto con la realtà locale e per avviare un interscambio di relazioni anche dal punto di vista della formazione della cittadinanza europea.

“Si tratta di un grande risultato- sottolinea Leo Castiglione presidente della conferenza dei sindaci dell’Eas e assessore alle Politiche Sociali di Ortona- che paga non solo del lavoro svolto dall’Ambito in questi anni ma anche della lungimiranza nella scelte delle linee programmatiche e metodologiche. In particolare abbiamo condiviso con il Centro Laporta il concetto di educazione attiva che promuove l’autoeducazione delle comunità tramite la responsabilità, la cooperazione, il dialogo e l’incontro tra culture diverse. Il pluralismo culturale e l’interculturalità sono alla base di una metodologia che usa le diverse tecniche di mediazione per favorire l’incontro e fare prevenzione”.