Sulla Sasi interrogazione parlamentare di Elio Lannutti (Idv)

“Si chiede di sapere se il Governo sia a conoscenza dei fatti e inoltre, se sia a conoscenza dell’ammontare della somma incassata dalla Sasi SpA e se tale comportamento non sia da considerarsi contrario a quanto prescrive la normativa vigente in materia. Si chiede, ancora, quali iniziative urgenti intenda assumere al fine di tutelare i diritti dei consumatori perché dette prassi non abbiano a ripetersi”.

È una parte della interrogazione parlamentare che Elio Lannutti, senatore dell’Italia dei Valori e presidente dell’Adusbef, una associazione che difende i diritti degli consumatori, ha presentato nei giorni scorsi circa l’aumento delle tariffe predisposto dalla Sasi. Come si sa, la società guidata da Gaetano Pedullà ha sempre sostenuto a riguardo d’aver applicato gli aumenti guardando agli indici Istat. Posizione ribadita, qualche giorno fa, nel corso di una conferenza stampa dal capogruppo in Regione, Camillo D’Alessandro e dai segretari regionali e provinciali del Pd, Silvio Paolucci e Camillo Di Giuseppe.

La Sasi Spa, che gestisce acquedotti e depuratori e fognature per i 92 comuni della provincia di Chieti, ricompresi nel territorio dell’ATO n. 6 Chietino, è il punto di riferimento di 150mila utenti. In particolare l’attivazione dei servizi fino alle emergenze guasti, al pagamento delle bollette. Ebbene, la Sasi, in base a un ricalcolo dei consumi dell’anno 2008 per gli utenti e l’addebito degli importi che ne scaturiscono sulle fatture del 2009. In particolare, la prassi applicate sarebbe scorretta perché con le fatture dell’anno 2009 vengono rischiaste somme calcolate con una diversa tariffazione (0,71 a 0,80) relative a consumi già addebitati, pagati e quietanzati dagli utenti nel corso dell’anno 2008. Tra l’altro, nel corpo delle fatture 2009 non viene fornita la benché minima delucidazione in ordine alle modalità del ricalcalo effettuato né alcun riferimento all’atto amministrativo determinante l’aumento della tariffa idrica, atto, quest’ultimo, di esclusiva competenza dell’ATO n.6 Chietino. A giudizio dell’interrogante – si legge infine nel documento – la Sasi in questo modo ha sicuramente incassato delle somme rilevanti che hanno avuto un peso determinante per il buon risultato del bilancio 2008 della società, bilancio che ben 10 sindaci delle amministrazioni comunali socie della Sasi medesima hanno recentemente impugnato davanti il Tribunale di Lanciano ‘per gravi irregolarità, tra cui anche detta questione degli aumenti tariffari”.

L’Adusbef, dal canto suo, ha inoltrato denuncia alla Commissione Nazionale per la Tutela delle Risorse Idriche presso il Ministero dell’Ambiente e si è riservata di adire l’Autorità giudiziaria per il rimborso delle somme percepite indebitamente dalla Sasi. La società di gestione delle acque, tra l’altro, secondo indiscrezioni starebbe per essere commissariata dall’ Ing. Pierluigi Caputi, Commissario Straordinario dell’ente d’ambito del chietino