Va a prendere una bottiglia di pomodoro in taverna e scopre il marito con un’altra

Tutta colpa del ragù.

E sì, proprio così, se non fosse stato per il pomodoro col quale condire un bel piatto di pasta, la storia d’adulterio, di ingiurie che stiamo per raccontarvi non sarebbe mai arrivata in un aula di giustizia. Ma tant’é.

I fatti avvengono in un centro dell’Aventino qualche mese fa. Una moglie torna a casa e inizia a preparare il pranzo. Manca ancora un po’ prima che rientrino marito e figli. Tira fuori pentole, casseruole, olio extra vergine d’oliva, cipolla, qualche spezia. Sembra ci sia tutto. Invece, manca la passata di pomodoro, quella preparata in estate e imbottigliata. La scorta di famiglia è in taverna, così s’avvia lungo la scalinata, scende d’un piano, entra nella sala ma appena i suoi occhi guardano verso la cucina s’accorge che c’è qualcuno. Nota delle ombre, sente delle voci, confuse. S’avvicina pian pianino e con un certo timore. La tensione sale: sente lamenti, respiri affannati, parole che da lontano non sono chiare. L’adrenalina è alta, fin troppo. Appena riesce a raggiungere la soglia della stanza da dove provengono le voci, l’amara sorpresa. Anzi, amarissima. Le figure che ha davanti non sono di qualche intruso, nemmeno di persone sconosciute. Lì, davanti ai suoi occhi, c’è il marito, semi nudo, abbracciato ad una donna, anche lei con pochi indumenti addosso: è un’insegnante, vecchia fiamma del suo consorte. I due non s’accorgono della padrona di casa e continuano. Un urlo li fa sobbalzare e mette fine, frettolosamente, alla passione. Imbarazzo, poi paura e per finire rabbia, si mescolano e la cucina di quella taverna diventa ben presto una sorta di Santa Barbara. Tra le due donne volano accuse ed anche qualche parola di troppo. L’amante si sente offesa, ingiuriata. Uscita da quella casa va in caserma, dai carabinieri, per sporgere querela nei confronti di quella moglie che l’ha definita “una professoressa del c…”. Sì, proprio in quel modo è stata descitta. Ai militari dell’Arma racconta che si trovava in quella taverna perché stava preparando il pranzo: anche lei con un profumato sughetto al pomodoro. E per confermare questa versione, indica pure un testimone oculare, che può confermare la colorita accusa e le sue capacità ai fornelli: il marito di lei.

La vicenda, come accennato più sopra, è finita in un aula di giustizia. La causa tra le due donne dovrebbe discutersi tra qualche settimana davanti al giudice di pace di Villa Santa Maria. Già, perché il ricorso al condizionale non è un caso quanto invece una previsione non tanto lontana dalla verità. Infatti, ci potrebbe essere la remissione della querela con buona pace di tutti. Lui, d’altro canto, dopo essere stato sorpreso è andato via di casa, si è separato e vive con la sua prof. Ora non debbono vedersi più in taverna: c’è da giurare però che avranno cambiato menù.