Il Pd frentano attacca il centro-destra sul bilancio: “Lanciano ferma da 17 anni”

“La nuova sede della Fiera di Lanciano? Semplice: ne prevediamo una a Villa Martelli, l’altra a ridosso della Val di Sangro”.

È una delle provocazioni che il PD di Lanciano lancia alla maggioranza di centro-destra che guida la città da 17 anni “maggioranza ferma, che propone lo stesso canovaccio e non prevede nulla di nuovo nel bilancio”. Nella conferenza stampa di oggi nella sede del partito, alla presenza del segretario Leo Marongiu e dei consiglieri Maria Saveria Borrelli, Valentino Di Campli, Franco Ferrante e Pasquale Sasso sono stati presentati i 15 emendamenti al bilancio comunale. Qualche provocazione ma anche proposte concrete. “Come in passato – ha detto Marongiu –: tra queste l’abbattimento delle barriere architettoniche nella farmacia comunale di viale Cappuccini; impegni per l’ambiente, la viabilità la sanità. Ma anche per quanti sono alle prese con la crisi. Chiediamo che venga allargata la convenzione per l’anticipazione della cassa integrazione-guadagni anche per quei soggetti che pur lavorando, non percepiscono stipendio da almeno 4 mesi. Sono anni che suggeriamo interventi migliorativi ma le nostre iniziative non vengono prese neanche in considerazione perché proposte dall’opposizione e non ci si cura minimamente di valutarne nei contenuti”.

“Il nostro comune è l’unico della zona che, nonostante l’importanza e le dimensioni, non è riuscito a intercettare neanche un progetto Fas – dice con una punta d’amarezza la consigliera Borrelli –. Altrove, piccoli centri, anche se insieme ad altri comuni, sono riusciti a farsi finanziare progetti per iniziative scolastiche importanti, quali asili nido. Noi nemmeno quelli e molte famiglie lancianesi sono costretti a portare i loro figli altrove”.

Insomma, l’unico finanziamento regionale che Lanciano può vantare d’aver ricevuto nel recente passato risale al governo Del Turco. Adesso, con una combinazione unica, che vede il centro destra guidare Regione e Provincia, nulla.

“Chiaro che siamo indietro, che la città si ritrova con una viabilità penosa, che le strade di collegamento con l’ortonese e la zona industriale del Sangro non si son fatte. Eppure, ogni qualvolta arriva in aula il bilancio, le proposte sono le stesse – afferma da parte sua il capogruppo Ferrante –. Così come non manca mai uno stanziamento per la piazzetta di Sant’Amato. Noi proponiamo un piano parcheggi per il centro storico, in particolare per Santa Giovina; il recupero del De Giorgio e dei palazzi storici della città; candidare la città a ospitare l’Istituto Tecnico Superiore di meccanica; realizzare un nuovo depuratore che garantisca acque pulite al Feltrino e nessuna minaccia ambientale alla Costa dei Trabocchi. E dire che dopo il governo Fosco ci aspettavamo una diversa guida da parte del sindaco Paolini – ammette Ferrante –. Le intenzioni però sono rimaste lettera morta. Persino il Prg, che s’aspettava come la svolta per l’intera città è finito nelle sabbie mobili”. “E difficilmente arriverà alla sua approvazione – gli fa eco il consigliere Pasquale Sasso –. È evidente che sono in difficoltà. Ma su una cosa sembrano d’accodo. Il rifacimento della pavimentazione di corso Trento e Trieste. Guarda caso, a pochi mesi dalle elezioni comunali”. Per il PD ciò conferma che si naviga a vista, che non si riesce a fare una scelta politica sull’intera area del centro cittadino, non si affronta con decisione l’opportunità di poter sfruttare meglio il turismo religioso che vede Lanciano inserita in un circuito importante. “Stesse indecisioni che si riscontrano nel dibattito per la delocalizzazione dell’ospedale e della nuova area espositiva di Lanciano – sottolinea Di Campli –. Per quanto riguarda il Renzetti noi proponiamo che resti dov’é. Se è vero che ci sono 100-120 milioni di euro a disposizione, procedendo alla ristrutturazione dell’attuale nosocomio e con i soldi risparmiati potranno essere realizzate quelle infrastrutture necessarie per raggiungere facilmente l’ospedale, che non si trova nel centro storico della città ed ha spazio a sufficienza per servire bene l’utenza. Insomma, pensare a una Lanciano diversa, capace di proiettarsi nel futuro e nel territorio con nuove scelte politiche serie e concrete. Il bilancio che ci viene proposto – dice ancora Di Campli – guarda a investimenti per il parla di un indebitamento di 30 milioni di euro: dovremmo pensare a una città in movimento, invece non è così”.