Sostegno per i mutui: la Regione deve ancora dare attuazione all’iniziativa

“Che fine ha fatto l’iniziativa datata 28/02/2010 con la quale Alfredo Castiglione assessore allo Sviluppo Economico, annunciava l’intervento della Regione Abruzzo per sostenere le famiglie in difficoltà economica?”

È quanto chiedono Roberto Campo, segretario regionale Uil Abruzzo e Luca Piersante l’ADOC Abruzzo in un comunicato stampa diffuso quest’oggi.

“La cifra messa a disposizione ammonta, secondo quanto affermato dall’assessore durante la conferenza stampa, a  1.920.000 €, da distribuire agli aventi diritto per il pagamento delle rate di mutuo per l’acquisto, la costruzione ed il recupero della prima casa. A beneficiare di tale agevolazione, così importante per i cittadini abruzzesi duramente colpiti dalla crisi, devono essere le famiglie in difficoltà economiche dovute alla perdita del posto di lavoro di almeno un componente del proprio nucleo familiare, tale da incidere sul reddito complessivo in misura non inferiore al 30%; le condizioni di difficoltà devono dipendere da cessazione del rapporto di lavoro subordinato, da cessazione dei rapporti di lavoro come agenzia o rappresentanza, da morte o da condizioni di non autosufficienza, da sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno trenta giorni, anche in attesa di provvedimenti di autorizzazione a trattamenti di sostegno economico, come la cassa integrazione guadagni, ordinaria o straordinaria. Potranno accedere ai benefici del programma regionale anche le famiglie di cui fanno parte soggetti che prestano attività lavorativa nei servizi sanitari e di pubblica utilità, non regolarmente retribuita, per un periodo non inferiore a tre mesi, a causa della condizione di crisi nella quale versa l’impresa datrice di lavoro. La condizione di perdita del lavoro deve essere anteriore di sei mesi alla pubblicazione del bando e persistere alla data di presentazione della domanda.  In ogni caso possono accedere alle agevolazioni i titolari di mutui la cui situazione economica familiare non superi il valore Isee (Indicatore di situazione economica equivalente) di € 15.000. I richiedenti dovranno inoltre avere cittadinanza italiana o di stato membro UE, residenza anagrafica nell’alloggio sottoposto a mutuo, non deve godere di altri diritti di proprietà, l’immobile sottoposto a mutuo deve essere identificato come prima casa ed abitazione principale. La Regione si occuperà di corrispondere la quota interessi per un massimo di 22 mesi e gli istituti di credito aderenti sospenderanno il pagamento della quota capitale per 12 mesi. Ente gestore di questo secondo programma è la società Abruzzo Sviluppo. Iniziativa lodevole – dicono ancora Campo e Piersante –, ma finora non ancora attuata: sono già numerosi i  cittadini che hanno chiesto informazioni presso i nostri sportelli UIL aperti al pubblico, senza purtroppo ottenere alcuna informazione. Non certo per disinformazione degli addetti, ma per la serie di infiniti “scarica barile” tipicamente italiani, messi in atto dagli enti abruzzesi. Chiamando il numero dell’ufficio delle Politiche attive del lavoro e delle Politiche Sociali (085/7675023) ci viene comunicato che è necessario parlare direttamente con la Banca presso cui si è acceso il mutuo. A questo punto, allora, si contatta l’istituto di credito, il quale ci comunica di avere sì aderito alla proposta della Regione, ma di essere in attesa della pubblicazione del bando per verificare i requisiti necessari; bando che, da quanto comunicato telefonicamente dall’addetta delle Politiche Sociali di Pescara, sarà pubblicato sul B.U.R.A. Il sito della Regione viene controllato quotidianamente, ma del bando nessuna traccia. Viene nuovamente contattato l’ufficio delle Politiche Sociali e questa volta viene comunicato che l’ufficio che si occupa del bando in questione è quello delle Politiche della Casa, con sede a L’Aquila (numero del centralino 0862/3661). Purtroppo il centralino è sempre staccato e il secondo numero fornito (0862/364505) squilla a vuoto. Insomma, iniziativa lodevole quella presentata dalla Regione Abruzzo; l’importante però è metterla in atto”.