Cinzia Di Sebastiano: “Una sconfitta per i non autosufficienti”

Deluse le aspettative dell’Associazione A.I.A.S. Sezione di Lanciano Onlus e di alcuni disabili di Lanciano.

È in sintesi dello stato d’animo, espresso in un lungo ma dettagliato comunicato stampa, da Cinzia Di Sebastiano, Presidente AIAS Sezione di Lanciano Onlus all’indomani della seduta conclusiva di ieri pomeriggio, seduta di concertazione per l’elaborazione dei contenuti da promuovere in favore della non autosufficienza, hanno vista bocciata la loro proposta di avviare in modo sperimentale alcuni progetti di Vita Indipendente.

“Due le riunioni promosse dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Lanciano per condividere con alcuni rappresentanti di categoria, la Asl Lanciano-Vasto-Chieti, i sindacati e i funzionari del settore, i contenuti tematici ed economici da elaborare all’interno del PLAN (Piano Locale per la Non Autosufficienza) per gli anni  2010 – 2011. Nonostante la gran parte dei presenti fosse favorevole alla proposta dell’A.I.A.S. e quindi all’avvio, per le annualità 2010/2011, di alcuni progetti sperimentali di Vita Indipendente (la novità del PLAN 2010/2011 consiste proprio nell’inserimento, da parte della Regione Abruzzo come da punto 2.6.2 del PLAN, di progetti di Vita Indipendente) – riferisce il presidente Di Sebastiano – il piatto della bilancia è pesato maggiormente sull’impossibilità di scorporare o aggiungere dal/al budget finanziario generale un capitolo di spesa per la Vita Indipendente, ma soprattutto, sono pesate maggiormente le opinioni dubbiose di una minoranza di partecipanti, rappresentanti degli anziani e dei pensionati, che hanno avuto l’accortezza di esprimere pareri su tematiche, relative alla disabilità grave (L.104/92 art.3 comma 3), a loro completamente sconosciute. La promessa dell’Assessore alle Politiche Sociali, Dott. Angelo Palmieri, relativa all’impegno di inserire nel prossimo piano di zona un capitolo di spesa in favore di progetti sperimentali di Vita Indipendente, non risulta essere soddisfacente per l’Associazione A.I.A.S. che ha apertamente mostrato la propria delusione perchè il “gruppo di lavoro” non ha saputo cogliere l’originalità, l’innovazione e soprattutto la possibilità di razionalizzare la scelta delle risorse del terzo settore, come auspicato dalla Regione Abruzzo e dal Piano per la Non Autosufficienza. Dal 2006 l’Associazione A.I.A.S. Sezione di Lanciano Onlus sta promuovendo, sul territorio regionale, una svolta culturale relativamente all’approccio e alla presa in carico della persona con disabilità e la propria famiglia. La Vita Indipendente (L.162/98), infatti è una filosofia di vita che promuove il protagonismo della persona con disabilità. E’ la persona con disabilità che sceglie e decide la qualità della propria vita. La persona con disabilità diventa artefice della propria assistenza, del proprio stile di vita. Chi meglio della persona con disabilità o della propria famiglia può sapere quali siano i reali e concreti bisogni di quella specifica persona?

“Non è’ più possibile – precisa la Di Sebastiano – promuovere o avere solo e semplicemente una proposta di aiuto standardizzata in favore della persona con disabilità. Le persone di una comunità sono completamente diverse l’una dall’altra e lo stesso, anzi, sicuramente ancora di più, accade per le persone con disabilità, anche se queste sono “classificate” secondo una medesima patologia. Non è più possibile avere solo e semplicemente una proposta di aiuto che esuli dagli effettivi e concreti bisogni della persona con disabilità. E’ necessaria un’azione forte, concreta, vera, coraggiosa da parte delle istituzioni e ancor di più da parte della Regione Abruzzo, con una legge regionale, affinchè finalmente si possa promuovere anche nella nostra regione, una proposta di aiuto che prenda veramente in carico la persona con disabilità e la propria famiglia. La proposta di Vita Indipendente oltre a garantire una razionalizzazione delle risorse, garantisce anche e soprattutto una migliore qualità della vita e una maggiore soddisfazione dell’utente. Si garantisce il diritto di scelta, il diritto di vivere, annullando al tempo stesso, per coloro che lo vorranno, il “subire” le scelte altrui…. Non è più possibile chiedere alla persona con disabilità e la propria famiglia di adeguarsi ed adattarsi alle esigenze e necessità di coloro che erogano i servizi; non è più possibile chiedere alla persona con disabilità e la propria famiglia di adeguarsi agli orari degli operatori (non viceversa), non è più possibile accogliere all’interno delle proprie mura domestiche “dame di compagnia” che nonostante la loro “altisonante” formazione non sono parte attiva ed integrante della sfida che la persona con disabilità sta vivendo  con la propria esistenza. Non è più possibile eludere la dignità e il rispetto della persona con disabilità, l’opportunità di una scelta di vita consapevole, il perseguire i propri interessi, le proprie necessità. Non è più possibile finanziare solo e semplicemente strutture che promuovono solo ed esclusivamente la “ghettizzazione” delle persone con disabilità. Le disabilità sono varie, come sono varie le intelligenze, di conseguenza le istituzioni non possono più solo e semplicemente garantire servizi protetti all’interno dei quali, le patologie si mescolano e si influenzano negativamente. Al pari di tutti, anche le persone con disabilità hanno diritto a poter vivere in una società che sia esempio concreto di  integrazione, di accoglienza, di accompagnamento e non di esclusione o privazione. E’ necessario garantire, il più a lungo possibile, la permanenza della persona con disabilità nel proprio nucleo familiare, promuovendone una vita proiettata verso l’esterno, un esterno che solo e semplicemente attraverso accorgimenti ed adattamenti ad hoc, possa permettere alla persona con disabilità di superare i propri limiti al fine di aprirsi  finalmente e definitivamente ad una vita vera, reale, vissuta fino in fondo e non trascinata solamente”.