Permessi alla Sevel, Fim Cisl e UilM auspicano cautela nell’interesse dei lavoratori

Prudenza nell’interesse dei lavoratori e iniziative da rimandare dopo il 22 maggio prossimo. Questo in sintesi la posizione assunta dalla FIM-CISL , dalla UILM-UIL e dalle rappresentanze sindacali delle due sigle alla Sevel. Dunque, per il momento nessun muro contro muro e neanche interruzione dei rapporti con la Fiat, come invece annunciato ieri dalla Fiom Cgil, che ha imboccato un’altra strada circa la vicenda legata ai permessi pagati dalla Sevel a copertura dei giorni non lavorati nel mese di febbraio (attività sospesa nella fabbrica del Ducato per la vertenza ex Ergom).    

“Aspettiamo quel che accadrà il 22 maggio, termine ultimo per formalizzare all’Inps l’opposizione all’approvazione della cassa integrazione. Se ci dovessimo trovare di fronte a soluzioni che penalizzeranno i lavoratori, la Fim-cisl e la Uilm-Uil utilizzeranno le strutture legali per dare seguito alle vertenze che già sono depositate presso i nostri uffici legali – scrivono in una nota i segretari provinciali di Fim Cisl e UilM, Domenico Bologna e Nicola Manzi -.Ma con questo comunicato noi vogliamo fare chiarezza. Dopo aver messo in atto contro la Sevel  azioni di lotta, una raccolta firme per vertenza e pressioni varie – scrivono Manzi e Bologna -, la direzione ha richiesto la copertura dei giorni non lavorati con la cassa integrazione ordinaria e la commissione Inps ha approvato la C.I.G.O. con una decisione presa a maggioranza, contrario solo il rappresentante dell’Associazione degli Industriali di Chieti. L’approvazione della cassa integrazione  da parte dell’Inps è stata notificata alle parti, tra cui la direzione Sevel, il giorno 22 aprile 2010 e la procedura prevede la possibilità per tutti gli interessati di fare ricorso entro 30 giorni dalla data di notifica. Ad oggi non risulta depositato nessun ricorso ed è per questo che non riusciamo a capire le posizioni estremiste e i ricorsi in tribunale da parte della Fiom-Cgil. La preoccupazione vera che emerge da questo scontro politico-ideologico tra Sevel e Fiom, è che possono scaturire decisioni che pagheranno come sempre solo i lavoratori. Un eventuale ricorso farebbe perdere ai 6300 lavoratori della Sevel migliaia di permessi individuali e ore non retribuite. Con forza chiediamo alla direzione Sevel di valutare attentamente prima di prendere eventuali decisioni, perché i lavoratori rappresentano anche il patrimonio aziendale e come tali vanno tutelati ma, non possono essere usati come oggetto di scontro o ricatti tra azienda e qualche sigla sindacale. A chi da sempre preferisce fare fughe in avanti  chiediamo di aspettare la data del 22 maggio, perché diversamente il confronto si inasprisce e le ripercussioni che potrebbero scaturire le pagherebbero in modo pesante e come sempre solo le tasche dei lavoratori. Purtroppo un episodio simile è già accaduto nel 2009 con la vicenda dei ratei di ferie, PAR e di tredicesime non maturati dai lavoratori e persi a causa degli attori di oggi”.