L’Udc abruzzese: “Allarmanti i dati di Confindustria sulla nostra regione”

“I dati sull’andamento dell’economia regionale e sull’industria abruzzese diffusi questa mattina da Confindustria destano allarme e richiamano la politica ad una responsabilità più accentuata”: così il vicecommissario regionale dell’Udc, Enrico Di Giuseppantonio, ha esordito nel commentare le cifre fornite dall’associazione regionale degli industriali, che evidenziano un peggioramento complessivo del clima economico dell’Abruzzo, dove crescono sia il tasso di disoccupazione sia il ricorso alla cassa integrazione.

“La preoccupazione che ispirano questi dati – ha spiegato Di Giuseppantonio – dovrebbe spingere le forze politiche abruzzesi, di maggioranza ed opposizione, a stipulare un patto istituzionale per concordare misure concrete che riescano a risollevare l’economia regionale e farla uscire dalla crisi economica. Basta battibeccare sulle origini e sulle cause di questa situazione, la maggior parte delle quali sono del tutto estranee dal nostro territorio ed imputabili a dinamiche internazionali, piuttosto lavorare responsabilmente insieme per approvare provvedimenti incisivi e forti. L’Udc è pronta a fare la sua parte, senza chiedere nulla in cambio, invitando anche l’altra opposizione in Consiglio regionale ad unirsi a questo fronte comune che deve mettere in campo capacità, fantasia e responsabilità, ma soprattutto autorevolezza nei confronti dei referenti nazionali ed europei, ai quali dobbiamo chiedere coralmente di poter avere l’attenzione e le risorse che ci spettano. Parlare con una sola voce sarà un segno di serietà nei confronti dei tanti abruzzesi che soffrono le conseguenze di questa crisi economica e un richiamo forte per il Governo e l’Unione Europea. Sono preoccupato soprattutto per il dato relativo all’incremento della disoccupazione che si riflette specularmente nel calo dei consumi: nell’immediato, quindi pensiamo che occorre dare sostegno ai consumi attraverso una politica di difesa dell’occupazione, anche quella precaria, e di sostegno dell’impresa con agevolazioni per l’accesso al credito. Queste le azioni immediate che andranno poi consolidate con una politica di diversificazione economica, che non privilegi la sola industria, ma si apra al terziario ed in particolare al turismo, che può diventare la seconda industria della nostra regione. Sono consapevole che nessuno ha la bacchetta magica, ma non possiamo correre il rischio che la politica, rimanendo inerte e senza risposte per i cittadini, venga risucchiata dal malumore generale: per questo ribadisco il nostro appello all’unità ed alla responsabilità”.