La giunta abruzzese annuncia: “Più termovalorizzatori, meno raccolta differenziata”

“Il Presidente della Regione, Gianni Chiodi annuncia iniziative contrarie alla legge nazionale sulla raccolta differenziata, che prevedeva che i Comuni raggiungessero il 35% della raccolta differenziata entro il 2009 (in origine tale percentuale era da raggiungere entro il 2003), ed il raggiungimento entro il 2012 del 65%. In Abruzzo siamo quasi al 19%.”

È quanto afferma in una nota Walter Caporale, Capogruppo regionale gruppo VERDI-SD circa la notizia che il Presidente Chiodi voglia abbassare la quota minima di raccolta differenziata per agevolare la costruzione di termovalorizzatori. Il Piano Energetico Regionale stabilisce che almeno il 40% della spazzatura venga differenziata e poi si provveda all’incenerimento dei rifiuti.

“La nostra Regione, piuttosto che fare una seria politica di gestione dei rifiuti continua a fare una pessima politica di gestione del Territorio della Regione Polmone Verde d’Europa – dice ancora Caporale –.  L’Estrazione  del petrolio ed i conseguenti centri di lavorazione e raffinazione a terra ed a mare, la possibilità di avere altre Bussi impunite grazie all’eliminazione della Valutazione d’Incidenza Sanitaria per le attività insalubri (Legge regionale 32/2009), nonché centri di lavorazione del Metano nel cuore Verde della Majella, Biomasse con la predisposizione a diventare inceneritori di rifiuti. L’ha capito Chiodi che gli inceneritori, impropriamente denominati termovalorizzatori, producono polveri sottili che nessun filtro riesce a trattenere? Polveri capaci di penetrare nella pelle e nei follicoli polmonari e di aumentare notevolmente l’incidenza dei tumori e delle malattie cardio-vascolari. Gli inceneritori non sono neanche una panacea alla disoccupazione, a differenza delle opportunità di lavoro legate al riuso ed al riciclo dei rifiuti. Vorrei poi ricordare a Chiodi – conclude Caporale – che attualmente ogni ciclo di chemioterapia costa alla società 100.000,00 euro.  Tale illegittime iniziative non faranno mancare una dura opposizione ed i ricorsi alle opportune sedi delle magistrature. Sempreché l’annuncio non  sia solo l’ennesimo proclama da non concretizzare, come quello fatto in Campagna elettorale, quando Chiodi e Berlusconi si sono detti contrari alla petrolizzazione dell’Abruzzo”.