Incidenti dopo Roma-Inter, in carcere anche due giovani frentani

Ci sono anche due giovani frentani tra i fermati dalle forze dell’ordine dopo gli incidenti seguiti alla finale di Coppa Italia, Roma-Inter. Sono detenuti in attesa di giudizio, soprattutto sarebbero vittime di un clamoroso errore commesso durante le concitate fasi del dopo partita. Stefano Carnesale e Emanuele De Gregorio, questi i loro nomi, entrambi 19enni originari di Gessopalena, il primo studente di Farmacia, l’altro di Economia, per gli avvocati difensori Efisio Figus Diaz e Andrea Cerrone, sono stati arrestati senza motivo. “Il primo indossava una camicia rossa – racconta uno dei difensori –, l’altro un indumento rosso: avevano trovato per terra una mazza telescopica, l’hanno presa in vista dei mondiali di calcio per attaccarci una bandiera dell’Italia, poi all’altezza di piazza Mancini si sono rivolti ad alcuni carabinieri per avere informazioni su un autobus che avrebbero dovuto prendere per tornare a casa. Risultato: sono finiti in manette”. L’avvocato Cerrone aggiunge poi che il suo assistito (De Gregorio) “sta malissimo, lui, esile e piccolo di statura, ha dei segni ai polsi per colpa delle manette. Vorrei capire come ha fatto ad opporsi all’arresto”.

Sugli incidenti sono stati girati alcuni video amatoriali, mandati in onda su varie reti televisive e, ieri sera, nel corso della trasmissione di RaiTre, Chi l’ha visto?, che ha ospitato in studio alcuni genitori di giovani che non sono andati neanche all’Olimpico per assistere al match e che ora sono in carcere con le accuse di violenza, restistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Le immagini, poi, hanno messo in evidenza una particolare animosità delle forze dell’ordine, che hanno caricato non solo ultras ma anche passanti. Come nel caso del 25enne Stefano Gugliotta. La Procura di Roma è intenzionata ad aprire un fascilo e se ci saranno elementi si procederà nei loro confronti per il reato di lesioni volontarieai danni. Il pm Francesco Polino è in attesa di ricevere il rapporto definitivo sull’identificazione dei poliziotti. Il magistrato ha affidato alla polizia giudiziaria una serie di accertamenti (tra cui l’audizione di diversi testimoni), deve ancora visionare i filmati dell’aggressione del ragazzo alla ricerca di elementi che possano scagionarlo al punto da determinarne la scarcerazione.