Sanitopoli, il difensore di Del Turco: “Aspettiamo che Angelini provi quel che dice”

“E’ sorprendente come l’Associazione imprenditori della ospedalità privata si sia costituita parte civile solo contro Del Turco e la sua Giunta. Prendiamo atto che l’Aiop sostiene di essere stata danneggiata dalla Regione”. Lo ha dichiarato l’avv. Caiazza, difensore di fiducia dell’ex presidente Ottaviano Del Turco fuori dell’aula nella quale, da questa mattina, si tiene l’udienza preliminare sulle presunte tangenti nella sanità abruzzese, che vede indagate 32 persone tra ex amministratori regionali, manager e operatori di aziende sanitarie regionali. Caiazza si è intrattenuto con i giornalisti fuori dell’aula 5 del Palazzo di Giustizia di Pescara, dove si svolge l’udienza, tenuta dal gup Angelo Zaccagnini, e lo fa mentre si è in attesa che il magistrato si pronunci sulla richiesta avanzata da alcuni difensori degli indagati, che hanno domandato di ascoltare le telefonate – circa 300 mila – che sono state intercettate tra il gennaio-febbraio 2006, fino al luglio 2008, quando scattarono gli arresti disposti dalla Procura di Pescara. Chiacchierate via filo, che contribuirono ad azzerare la giunta Del Turco nell’estate di due anni fa. “Ascoltarle può essere importante perché tra esse ci possono essere dei passaggi sfuggiti agli inquirenti che, invece, potrebbero essere importanti per la difesa – ha tenuto a sottolineare l’avvocato Ugo Di Silvestre, difensore dell’ex assessore alla sanità, Bernardo Mazzocca.  

“Faccio fatica a capire cosa ci sia alla base di questa richiesta di costituzione di parte civile dell’Aiop se poi l’esecutivo guidato dall’ex governatore Del Turco impose una politica di rigore per la sanità regionale – ha aggiunto l’avvocato Caiazza -. Mi sembra davvero singolare tutto questo”. Il discorso scivola poi su Vincenzo Angelini: “Tutte le accuse che sono state lanciate da lui, quella di aver pagato soprattutto, sono senza riscontri. Li stiamo aspettando da oltre due anni. Finora, però, nulla”.     

Intanto il gup Zaccagnini ha rinviato l’udienza al 7 giugno prossimo. Le intercettazioni saranno a disposizione dei difonsori in Procura. In altre parole, potranno essere ascoltate.

Prima di lasciare il palazzo di Giustizia Del Turco ha dichiarato che “emergono sempre con forza quanto siano evanescenti le prove contro di lui e la mia giunta. D’altro canto qualcuno lo aveva già capito due anni fa. E poi, basta ripercorrere quel che è accaduto negli ultimi 24 mesi a Villa Pini per capire meglio quali siano state le manovre. Ma non c’è stata nessuna congiura”.

La Procura però replica indirettamente alle esternazioni dell’ex governatore d’Abruzzo, Del Turco.  

“Gli imputati possono dire quel che vogliono. I pubblici ministeri è bene che non lo facciano. Non ci lasciamo coinvolgere in processi mediatici – ha affermato il procuratore capo della Repubblica di Pescara Nicola Trifuoggi a conclusione dell’udienza preliminare. “I processi si fanno dentro le aule di udienza, fuori dalle aule si può dire quello che si vuole – ha liquidato il magistrato. Per quanto riguarda le intercettazioni, la difesa avrebbe potuto farlo già prima e la richiesta non deve influire sulla velocità del procedimento”. Trifuoggi ha poi disegnato un calendario delle prossime udienze che, secondo il pm, potrebbero tenersi tutti i lunedì dei mesi di giugno, luglio, settembre, ottobre, novembre, dicembre. Dopo la prossima udienza fissata per il 7 giugno potrebbe esserci un rinvio di due mesi in quanto le parti civili vogliono citare per responsabilità civile anche la Deutsche Bank di Londra e la notifica internazionale richiede tempo.