L’Abruzzo cambia il volto dei suoi vini

Finalmente, per la vitivinicoltura abruzzese si apre una nuova era, grazie alla decisione assunta dal Comitato Nazionale Vini del MIPAAF Ministero Politiche Agricole ), che nella seduta di ieri, 13 maggio, ha approvato la nuova DOC Abruzzo. Un atto fortemente voluto dall’assessore regionale alle Politiche Agricole Mauro Febbo, coadiuvato dal Consorzio di Tutela dei Vini d’Abruzzo. “Stiamo valorizzando le nostre produzioni vitivinicole sempre piu’ conosciute ed apprezzate sui mercati internazionali. -commenta l’assessore Febbo- Com’é evidente si è voluto fortemente perseguire l’obiettivo di legare i nostri prodotti d’eccellenza ad un unico, possibile   territorio, l’Abruzzo, e ciò è testimoniato dal fatto che abbiamo salvaguardato vitigni autoctoni, tipici del territorio abruzzese, come il pecorino, il montonico, la passerina ed il pecorino. E’ stata introdotta una nuova impostazione, tanto nella fase primaria della produzione, quanto per quella della commercializzazione dei nostri vini di qualità, che, dunque, in etichetta potranno beneficiare  del prezioso nome della nostra Regione e che potranno dimostrare le loro peculiarità, tracciate e rintracciate dai sistemi di controllo e certificazione di prodotto”. E’ proprio il caso di affermare che l’Abruzzo cambia il volto dei suoi vini.

Ecco, l’elenco delle nuove denominazioni: D.O.C. “Abruzzo Pecorino”; D.O.C. “Abruzzo Passerina”; D.O.C. “Abruzzo Cococciola”; D.O.C. “Abruzzo Montonico”; D.O.C. “Abruzzo Malvasia”; D.O.C. “Abruzzo Rosso” (almeno l’80% di uva Montepulciano); D.O.C. “Abruzzo Bianco”.   

L’importanza delle nuova DOC Abruzzo, va letta anche nel contesto delle novità introdotte  dal Decreto Legislativo n. 61 del 8 aprile 2010, che disciplina la normativa sui vini a Denominazione di Origine e a Indicazione Geografica, sostituendo la vecchia legge  164/92 e deve  essere considerato un vero successo per un settore di grande importanza e rilevanza, soprattutto pensando al Montepulciano d’Abruzzo, uno dei vitigni più rappresentativi della nostra Regione.

Per capire l’importanza del settore è utile fornire alcuni dati: Superfice Totale coltivata a Vigneto 33.685 ha (ettari); Produzione Totale Uva : 4,6 milioni di quintali; Vino prodotto: 3,3 milioni (hl) ettolitri . Di questi, 1,3 milioni di hl sono classificati DO (denominazione di origine) e IG (Identificazione geografica). Nel 2009, riguardo il solo Montepulciano, sono stati prodotti 1.350.000 quintali di uva, trasformati in 950.000 hl di vino,  dei quali sono stati imbottigliati 747.000 hl, pari a 100.000.000 bottiglie, delle quali il 62% destinate all’export,  con un  reddito di 200.000.000 euro. Precedentemente, il Comitato Nazionale Vini, nella seduta del 19 aprile, aveva assunto altre importanti decisioni: l’istituzione della D.O.C. “Cerasuolo d’Abruzzo” e quella delle “Sottozone della DOC Montepulciano: Terre dei Peligni, Alto Tirino, Teate e modifiche alle Sottozone Terre dei Vestini Terre di Casauria. Un atto quest’ultimo davvero innovativo, visto che la denominazione di sottozone potrà in futuro essere trasformata in DOCG della quale la Regione Abruzzo annovera attualmente soltanto quella delle Colline Teramane. Queste importanti azioni innovative si accompagnano alle variazioni, significative e qualificanti, dei disciplinari del Trebbiano d’Abruzzo, con l’introduzione delle tipologie “riserva” e “superiore”, ma anche dei disciplinari di 7 IGT regionali: Terre di Chieti, Colline teatine, Colline Frentane, Colli del Sangro, Histonium, Colline Pescaresi, Colli Aprutini, nei quali sono stati introdotti alcuni vitigni autoctoni come la Passerina, e altri importanti vitigni italiani come la Falangina, il Fiano e il Primitivo, e vitigni internazionali quali lo Syrah.