Acqua, tariffa troppo alta nel pescarese e Rifondazione protesta

Rifondazione comunista invita i sindaci che fanno parte dell’assemblea dell’Ato di Pescara a votare contro la proposta di revisione tariffaria del commissario straordinario Pierluigi Caputi che comporterà un aumento della tariffa dell’acqua da 1.03 a 1.30 euro a metro cubo e a chiedere un piano di riduzione dei costi e di risanamento. I sindaci dovranno pronunciarsi nel corso dell’assemblea prevista per lunedì 24 maggio. Il consigliere regionale di rifondazione Maurizio Acerbo ha fatto notare che nella relazione il commissario nel descrivere la situazione ha evidenziato una errata programmazione della necessità di personale rispetto alla reale esigenza per la gestione del servizio, l’aumento dei costi di esternalizzazione, la mancata revisione triennale del Piano d’Ambito risalente al 2003 e di scarsa qualità, una bassa capacità di investimento e consistenti perdite del gestore a fronte della costante crescita dei costi operativi. Per Acerbo ‘in questo scenario e’ inaccettabile l’aumento della tariffa, anche perché nel 2010 solo il 3.70 per cento di quanto pagheranno i cittadini finanzierà gli investimenti, cioé le opere necessarie per far funzionare bene i nostri acquedotti’. Il consigliere di Rifondazione ha concluso dicendo che ‘in tempo di crisi non è socialmente accettabile l’aumento delle tariffe e che i cittadini non possono essere chiamati a ripianare i costi della cattiva politica’. Nei prossimi giorni Rifondazione presenterà una proposta di legge regionale per la riforma del servizio idrico integrato.