Petrolio in Abruzzo, associazioni, comitati chiedono riunione strardinaria del Consiglio regionale

di Vito Sbrocchi

Emergenza Ambiente Abruzzo, la rete regionale di associazioni, comitati e singoli cittadini che da anni si occupa dei temi ambientali della nostra Regione, ha chiesto la convocazione di un Consiglio regionale straordinario per trattare la “vicenda idrocarburi”, che sempre più sta interessando il dibattito pubblico. «L’Abruzzo – si legge nella lettera scritta da Angelo Di Matteo, di Legambiente Abruzzo, e da Dante Caserta, del Wwf Italia – rischia di mutare profondamente la sua immagine da regione dei parchi a regione di idrocarburi. Circa la metà del territorio abruzzese, oltre 5300 kmq, è interessata da attività di ricerca, estrazione e stoccaggio di idrocarburi. I Comuni coinvolti sono 221 ed oltre un milione i cittadini residenti interessati. Ancora più preoccupante risulta essere la situazione a mare, con circa 6300 kmq distribuiti lungo l’intera area costiera». La questione pone l’Abruzzo davanti ad una scelta cruciale che difficilmente potrà far coesistere le ragioni del petrolio con quelle di oltre mezzo secolo di economia consolidata fatta di agricoltura e turismo. Emergenza Ambiente Abruzzo ritiene pertanto indispensabile che la Regione contribuisca al dibattito in corso anche mediante l’adozione di una risoluzione politica forte ed inequivocabile, che ribadisca al mondo dell’industria petrolifera le ragioni delle scelte fin qui effettuate, a garanzia di un futuro sostenibile per l’Abruzzo e per gli abruzzesi.