Piano spiaggia a San Vito, il sindaco precisa che non sono stati rispettate modalità e termini

“Come compiutamente illustrato, sulla scorta di motivati pareri legali, nella deliberazione di Giunta comunale n. 7 del 5/02/2009, la risoluzione contrattuale adottata dall’Ente trova fondamento sia sull’inadempimento dei professionisti incaricati, i quali non hanno rispettato le modalità e i termini stabiliti nella convenzione d’incarico, sia sulla comprovata illegittimità della procedura di affidamento d’incarico adottata dall’Amministrazione comunale dell’epoca”.

E’ quanto precisa il sindaco di San Vito Chietino, Rocco Catenaro, attraverso una nota. Giorni addietro, sul nostro sito avevamo riportato la notizia circa una diatriba che era scoppiata tra l’amministrazione comunale e i tecnici incaricati del Piano spiaggia. Si era scritto in quel servizio, che la questione e per trovare una soluzione sarebbe stata affidata ad un collegio arbitrale. “I due progettisti del Piano Spiaggia e delle varianti al Prg e del Piano di Recupero del centro storico, incaricati nel 2002 dalla passata Amministrazione di centrosinistra – si riferiva nel precedente articolo -. Dopo aver completato il lavoro relativo al Piano Spiaggia e alla variante al Piano di Recupero, gli architetti Attilio Falchi e Raffaele Di Pancrazio trasmettevano all’Amministrazione il progetto di massima della variante al Prg, rimanendo in attesa dell’assenso, da parte degli amministratori, per il passaggio alla fase conclusiva. Nel frattempo, però, la Regione predisponeva il cosiddetto Piano di Assetto Idrogeologico (Pai), che ha inciso profondamente sulla redazione del Prg, in seguito sospesa dalla vecchia Amministrazione in attesa dell’approvazione definitiva del Pai. Successivamente subentra però l’attuale Amministrazione di centrodestra, guidata dal sindaco Catenaro, la quale, dopo vari solleciti dei progettisti (che chiedevano indicazioni per poter concludere la progettazione della variante al Prg), comunica ai tecnici la risoluzione del contratto per inadempimento. I due architetti chiedono al Comune l’illegittimità della risoluzione contrattuale e un risarcimento complessivo di circa 350mila euro”.

Ora la precisazione del primo cittadino, che contribuisce a chiarire la vicenda.