Ferrante (PD): “Con questa maggioranza Lanciano è diventata la città “dal cappello in mano”

“Il Partito Democratico considera negativo non solo il Bilancio in discussione ma il bilancio di questi 9 anni”.

Franco Ferrante, capogruppo del PD in consiglio comunale ha terminato così il suo intervento in aula. Una dichiarazione di voto fortemente contraria al bilancio proposto da PdL e Udc, un no che arriva dopo un’analisi attenta sulla situazione in cui versa la città, che s’appresta a vivere un altro anno prima di tornare al voto “condito da altre spartizioni. Dopo il consorzio rifiuti ecco la Farmacia comunale, da un Prg voracemente voluto, da un ospedale in svendita, da programmi copiati, da ritardi all’asta e da video di ammirazione per Mussolini, nella Città dei Martiri Ottobrini e della Medaglia d’oro. Suoniamo la campana, la ricreazione è finita – dice l’esponente del centro sinistra. Facciamo il bilancio di questi anni. Il Bilancio e la Relazione programmatica rappresentano gli atti principali che caratterizzano l’azione di una Amministrazione comunale. Ebbene a Lanciano anche per il Bilancio 2010 i connotati principali sono grigiore, mediocrità, meno di una normale amministrazione. Dispiace che davanti alla realtà di questa situazione che non vuole essere faziosa, abbiamo ascoltato interviste e dichiarazioni che ci parlano di un comune che si vanta di iniziative anticrisi non si sa di quale portata e di un bilancio che deve cambiare il volto della città. I tanti anni in cui vi trovate al governo, sono talmente tanti da produrre vera e propria assuefazione e vi è una generazione che ha conosciuto solo questo modo di amministrare; vi è una opinione pubblica da tempo riversa passiva e rassegnata. In un periodo di crisi che richiederebbe un’azione forte e lungimirante anche del governo locale, in un periodo nel quale lo schieramento locale trova piena affinità nei livelli provinciale, regionale e nazionale e con l’inizio della attivazione di importanti strumenti di programmazione per il periodo 2007/2013, che messi insieme assegnano all’Abruzzo circa 2 miliardi di euro, il Bilancio di un comune come quello di Lanciano non esprime nulla, nessun tentativo per portare a soluzione almeno una delle importanti questioni aperte. Abbiamo capito, tramite il Bilancio 2010 e la relativa Relazione programmatica, che la Giunta Paolini non ha presentato nessun progetto per la città onde derivare finanziamenti straordinari dai suddetti programmi”.

E poi sui ritardi: “Se parliamo di interventi sul corso per cambiare il volto della Città non possiamo non pensare che se bastava questo per trasformare la Città, la giunta Paolini è arrivata con 9 anni di colpevole ritardo. Come uno spot fu la ristrutturazione dell’ex Liceo, ancora oggi luogo vuoto, dove si tiene qualche convegno ma dove ci si interroga ancora sulla funzione della costituzione ad hoc di un consorzio universitario, di cui il Sindaco è il Presidente, che in questi anni non ha portato a nulla. Ma questa Città è ormai chiusa in se stessa, non crede più alla sua vocazione di centro del comprensorio e perde occasioni su occasioni per dare sì, risposte radicali. Quale risposta più radicale alla crisi, sarebbe stata prendere per tempo e credere dall’inizio al progetto del Campus Automotive, in cui siamo arrivati in ritardo? Siamo arrivati in ritardo come non abbiamo creduto, negli anni ’90, alla programmazione dei Patti Territoriali, dove siamo ancora marginali. In quella sede, si sono trovate le condizioni per un corso superiore di Meccanica nella nostra Città, per rispondere al problema del Palazzo degli Studi: stiamo facendo qualcosa? Ci stiamo muovendo? Siamo costretti così a parlare di un bilancio con un pò di asfalto per rattoppare le buche e noi ci siamo inseriti con alcune provocazioni. Dopo 9 anni la Fiera dove la mettiamo? Avete deciso? Aldilà delle dichiarazioni durante la Fiera dell’Agricoltura: con la Regione è in corso una discussione per il futuro della Fiera? – chiede Ferrante -. Oppure ci ritroveremo il prossimo anno, nel cinquantesimo anniversario, ancora con le solite frasi di circostanza? In un anno ci hanno cancellato la Asl senza colpo ferire, cosa che non sarebbe mai successa se ci fosse stata una leadership politica forte del territorio, governato da una classe dirigente che vanta anche un ventennio di risultati elettorali più o meno bulgari. La città è diventata a responsabilità limitata, iniziano i giochi per le prossime scadenze elettorali ed ecco che anche alla parte più illuminata del centro-destra diciamo che l’unico modo per evitare che questi giochi proseguano e che si continui in futuro su questa falsa riga, è porre fine a questo teatrino indecoroso fatto di ambizioni personali. Il Partito Democratico non sarà scialuppa di salvataggio per nessuno, non sarà l’ancora per le brame personali di qualcuno che cerca “alti” referenti, né l’opzione di scorta qualora Febbo e Di Stefano, che qualcuno pubblicamente ha definito i prossimi interlocutori privilegiati per questa Città (come se ora non lo fossero), dovessero decidere strade diverse dalle aspettative personali di qualcuno.

Noi siamo disposti fin da oggi a dialogare con chi ritiene che questo gioco vada concluso immediatamente, dando un segnale forte e fortissimo di ripresa politica di questa Città, ma continueremo a fare opposizione”.