Lo stato di salute dei fiumi abruzzesi nel 2009 è peggiorato: lo dice il WWF

“Preoccupa il trend che è in peggioramento nonostante il 2009 sia stato un anno abbastanza piovoso. Questa situazione è dovuta ad un numero elevato di stazioni che è passato dallo stato “buono” a quello “sufficiente”. Le condizioni peggiori (stato “pessimo”) sono state riscontrate nei fiumi Tavo, Piomba e Vibrata. Altre situazioni di forte criticità (stato “scadente”) riguardano i fiumi Imele, Raio, Aterno, Pescara, Alento, Riccio, Feltrino, Arielli, Moro, Osento e Tordino. Tra i fiumi più grandi, preoccupa lo scadimento della qualità delle acque del Trigno, che in due stazioni del tratto intermedio è passato da “buono” a “sufficiente”.

È quanto fa rivelare il Wwf  nel “Dossier Fiumi 2010: la Regione Abruzzo si allontana dall’Europa”, presentato quest’oggi a Pescara. I dati esposti si basano sul monitoraggio dell’Arta dei fiumi abruzzesi per il 2009 e sono dettati dall’Unione Europea, che ha stabilito che entro il 2015 tutti i fiumi devono raggiungere lo stato ambientale definito “buono”. Il risultato è deludente per la terra dei parchi. Lo studio dei corsi d’acqua viene svolto dal 2004 dall’Arta che ha una rete di oltre 100 stazioni di monitoraggio lungo i fiumi della regione e misura una serie di parametri chimico-fisici e batteriologici e provvede allo studio degli invertebrati presenti secondo tecniche standardizzate a livello nazionale. L’integrazione dei dati chimico-fisici con quelli biologici nell’indice Saca (Stato Ambientale Corsi Acqua) permette di classificare ogni stazione in una delle 5 possibili classi di qualità (Pessimo; Scadente; Sufficiente; Buono ed Elevato).  L’Arta ha recentemente redatto la relazione sulle attività di monitoraggio svolte nel 2009. Il Wwf ha ripreso questi dati e li ha elaborati ulteriormente. Così si scopre che la Regione Abruzzo vede aumentare la quota di punti di campionamento non conformi rispetto all’obiettivo fissato per il 2015.

Infatti ben il 63% delle stazioni è in una classe di qualità non corrispondente allo stato “buono” o “elevato”.

Solo il Fiume Sangro è sugli standard di qualità europei. In quasi tutte le stazioni è risultato nello stato “buono” e non è un caso, quindi, che la Lontra sia presente in questo fiume per larghi tratti ancora spettacolare.

«La Regione Abruzzo deve ancora approvare il Piano di Tutela delle Acque nonostante le attività siano state avviate nell’ormai lontano 2001 – dichiara Augusto De Sanctis, referente acque del WWF Abruzzo –, questo Piano assume un valore strategico per la Regione non solo per l’impatto che dovrà avere sulla qualità dell’ambiente in cui vivono i cittadini abruzzesi ma anche per tutte le attività economiche che si svolgono nella Regione (turismo, agricoltura, industria ecc.). Tra l’altro abbiamo potuto consultare una bozza avanzata di Piano con le norme tecniche di attuazione solo recentemente e solo dopo forti insistenze, nonostante le norme comunitarie prevedano il coinvolgimento di enti e portatori d’interesse fin dalle prime fasi di redazione di questo piano, proprio per condividere gli obiettivi tra le diverse parti ed evitare successivi conflitti».

Per il Wwf però il piano è inaccettabile in quanto sostanzialmente cercherebbe di eludere l’obiettivo fissato dall’Unione Europea per il 2015. La richiesta di derogare a questo obiettivo sarebbe generalizzata e non si porrebbero limiti temporali certi per la riqualificazione dei fiumi abruzzesi e per la difesa della biodiversità.