La Allegrino (IdV) decisa a far tenere un consiglio straordinario sulla discarica dei veleni di Bussi

“Cosa sta facendo la Provincia per mettere in sicurezza l’area dove è stata scoperta la più grande discarica di rifiuti industriali d’Europa? Lo chiedo perché risulta che alcune famiglie, eludendo le recinzioni poste a delimitazione, hanno fatto picnic in quel sito – domanda in una interrogazione e una mozione, letta nell’aula del consiglio provinciale di Pescara dalla consigliera dell’IdV Antonella Allegrino. L’esponente del partito caro ad Antonio Di Pietro non nasconde una certa preoccupazione e vuol capire quali azioni sta promuovendo la giunta guidata da Guerino Testa per la messa in sicurezza e la bonifica di quella che tutti, a ragione, considerano una vera e propria bomba ecologica (2 milioni di tonnellate di suolo contaminato, alta 130 metri e che nasconde al suo interno arsenico, benzene, cromo esavalente, piombo, mercurio e decine di sostanze cancerogene e  tossiche). Il problema, se così può essere definito, è lì, ancora sotto gli occhi di tutti e tra una campagna elettorale e l’altra sembra fare pochi, pochissimi passi avanti per riuscire a riportare tranquillità alle popolazioni della zona.

“Oltre ad esserci costituiti in giudizio nel procedimento avviato per scoprire le responsabilità oggettive di chi ha inquinato quell’area e le acque del Pescara, abbiamo preso anche altri provvedimenti – risponde Mario Lattanzio, assessore provinciale all’Ambiente. E tira fuori alcune pagine che fanno il punto della situazione. Nella sostanza, il calendario ittico approvato dalla regione Abruzzo prevede, per i siti d’interesse nazionale, la pesca no-kill, una tecnica che prevede che il pesce pescato venga rigettato in acqua “dunque, nessun pericolo di carattere alimentare – sottolinea Lattanzio. Che poi aggiunge: “la Montedison si è fatta carico già dal dicembre 2009 del progetto di messa in sicurezza dell’area, rendendosi disponibile a coprire i costi. Inoltre per quanto riguarda le aree di competenza Solvay Solexis, la società ci ha trasmesso una documentazione dalla quale è emerso che il sito è pesantemente contaminato. E’ questa – dice l’assessore agitando alcuni fogli -. Tutto quello che è di nostra competenza è stato fatto. E anche qualcosa in più. Stiamo cercando di far intervenire il ministero dell’Ambiente affinché provveda al più presto a far effettuare la bonifica dell’intero sito. Ma v’invito a non creare ulteriore allarmismo perché la gente che vive in quella zona da due anni a questa parte vive impaurita, viene identificata come quella della discarica di Bussi, come fossero degli appestati. Non ne escono bene la nostra provincia e nemmeno la nostra regione”.
“Lei si preoccupa dell’immagine – replica la Allegrino. In aula, ad ascoltare il botta e risposta con l’Assessore Lattanzio, alcuni rappresentanti delle associazioni ambientaliste -. Qui c’è ben altro di cui allarmarsi e non mi pare che la sua risposta ci faccia star meglio. La Provincia, a nostro avviso, dovrebbe essere più incisiva, prevedere un’azione diretta nell’effettuare la messa in sicurezza del sito contaminato di Bussi”. La questione tornerà in Commissione Ambiente. Sarà la stessa Allegnino a riproporla per poter arrivare alla convocazione di un Consiglio straordinario dedicato alla più grande discarica di rifiuti pericolosi più grande d’Europa.