Gruppo Villa Pini, fallite Società SanStefar e Maristella

“Chiediamo ufficialmente al presidente della Giunta regionale Gianni Chiodi di intervenire subito per chiedere e disporre il commissariamento immediato di tutte le strutture riabilitative appartenenti a tali società presenti ed operanti nel territorio regionale”.

L’intervento è dei i consiglieri regionali Maurizio Acerbo (Rc) ed Antonio Saia (Pdci), che prendono posizione subito la notizia della sentenza del Tribunale di Chieti che oggi ha dichiarato il fallimento delle Società SanStefar e Maristella del gruppo Villa Pini.  

“Ciò consentirà di poter ricominciare a pagare gli stipendi dei Lavoratori dei Centri che da oltre un anno hanno continuato ad assicurare il servizio e l’assistenza ai pazienti senza percepire alcun compenso – aggiungono Acerbo e Saia -. Nel frattempo il presidente Chiodi e l’assessore Venturoni si adoperino subito per scongiurare l’esecuzione dello sfratto per i Centri SanStefar di Pescara e Roseto, previsto per venerdì 28 maggio. Ciò consentirebbe di dare una ferma riposta a circa 600 lavoratori dei suddetti Centri, di ridare tranquillità ai pazienti che da essi vengono curati ed assistiti e, non ultimo, di mettere fine alle voci insistentemente circolate negli ultimi tempi secondo cui l’assoluto disinteresse della Giunta regionale rispetto alle condizioni dei Centri SanStefar e Maristella potesse essere legata alla volontà di assegnare il servizio ad altri operatori interessati”.

Ieri, il Commissario per la sanità Gianni Chiodi aveva firmato i contratti con Villa Pini Srl per la riattivazione dell’ospedalità privata, la riabilitazione e la specialistica ambulatoriale. Il contratto era stato firmato con la curatrice fallimentare Giuseppina Ivone. “E’ la nostra risposta alle richieste dei pazienti e dei lavoratori che hanno atteso l’epilogo di una vicenda complessa – ha dichiarato l’assessore alla sanità, Lanfarnco Venturoni. Dal canto suo, Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd abruzzese, intervenendo sull’accordo per la riapertura di Villa Pini, ha detto che “finalmente si apre uno spiraglio per Villa Pini. Ma i ritardi del presidente Chiodi e dell’assessore Venturoni sono imperdonabili: si poteva ripartire a luglio 2009 senza affamare 1.500 famiglie. Il Pdl ha giocato sulla pelle dei dipendenti di Villa Pini: questa responsabilità resta sulla coscienza di chi governa l’Abruzzo e non ha voluto compiere scelte coraggiose. Vedremo quale equilibrio verrà raggiunto tra pubblico e privato nella scelta dei 1000 posti letto da tagliare e quale equilibrio vi sarà all’interno dei gruppi privati: si farà luce su tanti dubbi”.